Alessandro Da Rold
Portineria Milano
10 Dicembre Dic 2014 1419 10 dicembre 2014

La deriva papista di Pannella rovina la giusta battaglia dei Radicali per l'eutanasia

E’ suggestivo il video che l’associazione Luca Coscioni insieme con i Radicali, ha dedicato all’eutanasia e al fatto che un progetto di legge d’iniziativa popolare langue in parlamento da almeno un anno senza nemmeno un dibattito.  E’ anche importante che sia stato presentato nella giornata internazionale per i diritti umani. Il “diritto di morire” come dicono nel filmato le tante personalità del mondo della scienza e dello spettacolo è un diritto in quanto tale. Va sostenuto e soprattutto rispettato. Del resto sono passati otto anni dalla morte di Piergiorgio Welby. E come ha ricordato la sorella Carla “sono davvero troppi” per un Paese che ha deciso di ignorare del tutto un dibattito così importante in Europa e nel mondo, un’Italia dove chi aiuta qualcuno a morire rischia ancora 15 anni di carcere. Ma c’è una nota dolente nella giornata di presentazione di questa iniziativa. Che rischia in parte di rovinare la battaglia radicale. E’ una questione che è stata affrontata durante la conferenza stampa da Mario Riccio, il medico che aiutò Welby a morire il 20 dicembre di otto anni fa. Riguarda gli “afflati” dello storico leader radicale Marco Pannella nei confronti di Papa Francesco. “Afflati” e parole di elogio nei confronti del Papa che vanno avanti da diversi mesi. Riccio, infatti, da radicale, ha ricordato quello che proprio Bergoglio disse ai Medici Cattolici in occasione di un incontro il 15 novembre scorso a Roma. L’intero discorso lo si può trovare qui http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/november/documents/papa-francesco_20141115_medici-cattolici-italiani.html

Ma il passaggio fondamentale è questo.

Il pensiero dominante propone a volte una “falsa compassione”: quella che ritiene sia un aiuto alla donna favorire l’aborto, un atto di dignità procurare l’eutanasia, una conquista scientifica “produrre” un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come dono; o usare vite umane come cavie di laboratorio per salvarne presumibilmente altre. La compassione evangelica invece è quella che accompagna nel momento del bisogno, cioè quella del Buon Samaritano, che “vede”, “ha compassione”, si avvicina e offre aiuto concreto (cfr Lc 10,33). La vostra missione di medici vi mette a quotidiano contatto con tante forme di sofferenza: vi incoraggio a farvene carico come “buoni samaritani”, avendo cura in modo particolare degli anziani, degli infermi e dei disabili. La fedeltà al Vangelo della vita e al rispetto di essa come dono di Dio, a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all’obiezione di coscienza. E a tante conseguenze sociali che tale fedeltà comporta. Noi stiamo vivendo un tempo di sperimentazioni con la vita. Ma uno sperimentare male. Fare figli invece di accoglierli come dono, come ho detto. Giocare con la vita. Siate attenti, perché questo è un peccato contro il Creatore: contro Dio Creatore, che ha creato le cose così. Quando tante volte nella mia vita di sacerdote ho sentito obiezioni. “Ma, dimmi, perché la Chiesa si oppone all’aborto, per esempio? E’ un problema religioso?” – “No, no. Non è un problema religioso” – “E’ un problema filosofico?” – “No, non è un problema filosofico”. E’ un problema scientifico, perché lì c’è una vita umana e non è lecito fare fuori una vita umana per risolvere un problema. “Ma no, il pensiero moderno…” – “Ma, senti, nel pensiero antico e nel pensiero moderno, la parola uccidere significa lo stesso!”. Lo stesso vale per l’eutanasia: tutti sappiamo che con tanti anziani, in questa cultura dello scarto, si fa questa eutanasia nascosta. Ma, anche c’è l’altra. E questo è dire a Dio: “No, la fine della vita la faccio io, come io voglio”. Peccato contro Dio Creatore. Pensate bene a questo.

Riccio lo ha ribadito e ne ha parlato con lo stesso Pannella durante la conferenza stampa. E alla domanda sul fatto se si fosse convertito,  il leader radicale ha dato una risposta sibillina evitando di affrontarla : “Il Papa non si e' convertito, ciò che dice era nelle sue radici”. E poi ha aggiunto: “Papa Francesco è una ricchezza per il mondo. Papa Francesco è un parroco del mondo. E a me i parroci sono sempre piaciuti".  Insomma, Radicali, forse, abbiamo un problema.

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