Mark Esposito
Economic Reboot : Quo Vadimus?
19 Dicembre Dic 2014 2340 19 dicembre 2014

Il Master in Business Administration sta perdendo la sua magia

Articolo scritto da Terence Tse e Mark Esposito per il Financial Times  (tradotto da Nicola Spanu)

Come si spiega il costante potere di attrazione dell’MBA (Master in Business Administration)? Perché anno dopo anno gli studenti si iscrivono a decine di MBA da una parte all’altra del mondo? Stanno cercando di sviluppare nuove capacità? Forse. Sono ansiosi di conoscere le scoperte scientifiche più recenti? Improbabile. Sono desiderosi di affrontare un’esperienza di studio? Possible. Sono in cerca dell’opportunità di sviluppare contatti lavorativi? Sicuramente.

Ma forse il principale motivo è quello di aumentare le loro prospettive di carriera. Il principio secondo cui più si lavora, più si saliranno i gradini della gerarchia aziendale, e quindi sociale, è radicato nel nostro DNA. Molto spesso ciò si traduce nel principio per cui, più ci si trova negli alti ranghi aziendali, più si è persone di successo. Per molti, un MBA promette proprio questo: a chiunque voglia progredire nella sua carriera si consiglia di conseguire un MBA e il resto verrà da sé, come per magia.

Tranne per il fatto che questa magia ha smesso di funzionare da molto tempo.

Da un lato la crisi finanziaria del 2008 ha fatto sì che molte aziende diminuissero il numero di assunzioni, determinando una diminuzione dei posti di lavoro di cui i possessori di MBA sono in cerca. Altri hanno capito che i datori di lavoro, sempre più intenzionati a tagliare i costi, sono restii ad aiutare finanziariamente i loro impiegati che intendano studiare per un MBA. Di conseguenza gli studenti hanno iniziato ad accollarsi onerosi prestiti per finanziare la loro educazione in materie aziendali.

Tradizionalmente i figli del boom economico consideravano giustificato indebitarsi, quando lo si faceva per finanziare l’educazione superiore. Il ragionamento era il seguente: se indebitarsi per finanziare un MBA avesse portato ad un lavoro ben pagato ed il reddito post MBA fosse stato in grado di pagare il debito rimanente entro alcuni anni dalla laurea, allora non si sarebbe trattato di un vero e proprio debito. Tuttavia, ciò che questo modo di pensare non tiene in considerazione é: che cosa accade se le condizioni macro economiche cambiano? Che cosa accade se il mercato del lavoro non è più in grado di assorbire un esercito di talenti altamente istruiti che le “business school” sfornano in grandi numeri ogni anno? Veramente l’MBA è quel treno che permette agli studenti di andare dove essi vogliano? E’ l’investimento giusto al giorno d’oggi, nelle nostre economie globali?

Il mercato del lavoro di oggi è molto diverso da quello in cui entrarono i figli del boom economico. Mentre il mondo diventa sempre più non lineare ed imprevedibile, non solo diventa difficile anticipare i problemi futuri, ma anche giustificare l’uso del debito per finanziare un MBA, come anche sapere che il debito che grava sulle proprie spalle si trasformerà in una vita di successo garantito.

Ogni persona che abbia conseguito un MBA comprende che, affinché possa essere considerato un investimento di successo, l’MBA debba rendere più di quanto sia costato. Tuttavia le prospettive di carriera dei possessori di MBA stanno cambiando. In un recente studio intitolato “Il futuro dell educazione aziendale e i bisogni degli imprenditori – 2014” (The Future of Business Education and the Needs of Employers-2014), un amministratore delegato afferma: “a meno che uno non si laurei in uno dei migliori programmi di MBA del paese, fare un MBA non è affatto utile”. E lo studio, basato su interviste con più di 100 amministratori delegati internazionali, ha dimostrato che, posti nella condizione di scegliere, essi preferirebbero non assumere una persona che abbia fatto un MBA.

Allo stesso tempo molte “business school” hanno perso di vista la loro ragion d’essere, ovvero educare. Abbiamo già dimostrato che docenti con nessuna o poca esperienza di lavoro spesso insegnano la propria materia senza alcuna forma di coordinamento con gli altri docenti. A rendere la situazione ancora peggiore di quella che è si mette il fatto che i piani di studio (a causa di criteri di accreditamento standardizzati) sono a mala pena stati modificati al fine di riflettere al meglio gli attuali sviluppi del contesto economico ed imprenditoriale. Il risultato è che molto di ciò che viene insegnato è datato ed obsoleto da svariati punti di vista. E’ difficile capire come i detentori di MBA possano rapidamente ottenere un considerevole ritorno del loro investimento.

Coloro che fanno domanda per iscriversi ad un corso di MBA avrebbero poi tutto il diritto di sapere come le loro rette universitarie finanziate a debito vengano spese dalle “business school”. Le rette universitarie spesso finiscono in investimenti che non influiscono per niente sul miglioramento delle opportunità lavorative degli studenti di MBA, ovvero: luccicanti computers e strutture all’avanguardia. Se è vero che il potenziamento delle infrastrutture possa migliorare l’esperienza di apprendimento degli studenti, è dubbio quanto un campus universitario di bell’aspetto possa aggiungere al vantaggio competitivo degli studenti rispetto ad altri laureati, nel contesto di un mondo del lavoro iper competitivo.

L’impatto dei prestiti volti a finanziare gli studi universitari può avere ulteriori implicazioni. Quando gli studenti hanno sulle spalle un grosso debito, essi avranno la tendenza ad accettare qualsiasi lavoro retribuito, anche qualora l’impiego scelto non si attagli necessariamente alle loro aspirazioni o al loro talento. Questa non è solo la ricetta per vite e carriere infelici; è anche una perdita diretta di risorse produttive e innovative per la società nella sua interezza, o per ciò che un economista illuminato oserebbe chiamare “la felicità nazionale”.

In alcun modo noi stiamo sminuendo l’importanza dell’educazione superiore. Essendo noi stessi educatori, siamo ben consapevoli del importanza dello studio. Ma dato che gli studenti stanno comprando programmi educativi finanziati a debito, riteniamo di dover chiedere loro di pensare attentamente prima di prendere una decisione che potrebbe avere conseguenze radicali sulla loro vita.

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