Gianluca Melillo
ItaliAmo
7 Gennaio Gen 2015 0858 07 gennaio 2015

Anime nere, nasi bianchi

Arrestato con un etto (!) di cocaina e poi assolto, con rito abbreviato, perchè "per uso personale". Da oggi tutti gli spacciatori, quanto meno i romani, possono dormire sonni più tranquilli.

Accade a Roma, ad un personaggio assai noto nel sottobosco nazifascista romano, Giuliano Castellino, 38 anni, esponente di spicco dei movimenti di estrema destra, già dirigente nel 2013 della Destra di Francesco Storace e prima ancora segretario romano di Fiamma Tricolore, portavoce del Popolo di Roma, vicino a Gianni Alemanno, del Movimento sociale europeo e adesso di Contropotere.

In passato il suo nome è comparso in alcune inchieste sull’ultradestra, dai ricatti al presidente della Roma Franco Sensi (con Daniele De Santis, accusato oggi dell’omicidio di Ciro Esposito a Tor di Quinto) all’attentato al cinema Nuovo Olimpia del ‘99, e più di recente in varie iniziative di piazza: le manifestazioni pro Priebke, le impiccagioni di manichini per i suicidi causati dalla crisi, le occupazioni abusive di edifici, la solidarietà ai Forconi.

Il 31 dicembre scorso Castellino è stato fermato dal commissariato Esposizione per essere passato con il rosso sulla Colombo. «Aveva una busta di cocaina in tasca», spiegano da San Vitale.

Il "buon" camerata aveva della coca pura al 55% , sufficiente per 300 dosi secondo gli inquirenti. Di diverso avviso invece il giudice che ha deciso che era "per uso personale" e l’ha assolto.

Premesso che 300 dosi per uso personale nemmeno in una vita di tossicodipendenza mentre assai più semplice pensare che fosse un metodo di "auto finanziamento illecito" (magari potrebbe essere uno dei mezzi con cui si finanziano i movimenti nazi fascisti), bisogna riconoscere che, visti i precedenti e l'abnorme quantità di sostanza stupefacente,  il giudice è stato di manica davvero ultra larga.

Strano.

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