Luca Barni
Banchiere di provincia
17 Gennaio Gen 2015 0727 17 gennaio 2015

Contro lo Skynet degli speculatori serve un Terminator buono

Il fatto della settimana è lo shock provocato dalla Banca Nazionale Svizzera che repentinamente ha deciso di togliere la soglia minima sull’Euro a 1,20. Senza entrare nel merito delle scelte strategiche alla base della decisione della BNS, ci mancherebbe, mi voglio focalizzare sulle modalità che hanno amplificato le conseguenze sui mercati. Lo abbiamo già detto: i mercati, quelli globali, per garantire grandissimi guadagni, anche sulle minime variazioni di valore, devono funzionare con algoritmi prestabiliti e presenti in specifici programmi informatici (High Frequency Trading). Questi, proprio come il proverbiale Skynet della saga di Terminator, non hanno paura di nulla, non sudano freddo di fronte alle oscillazioni di un cambio e agli squilli di telefoni impazziti. Semplicemente fanno ciò per cui sono stati creati. 

E così è stato giovedì 15 gennaio: hanno avviato in automatico le contromisure sul mercato dei cambi (stop loss) contribuendo, in un circolo vizioso inarrestabile, ad amplificare a dismisura la tendenza in corso. Insomma, il franco si apprezzava, i computer chiudevano le posizioni facendo salire sempre più la moneta, e chi se ne frega delle conseguenze.

Chi ha creato il panico, allora? Perché si potrebbe semplicemente dire che sono sempre gli  uomini che programmano i freddi computer, i quali semplicemente eseguono.

In altre parole: perché questo processo è accaduto e accadrà ancora?

Prendiamo tutti atto –non siamo nati ieri– che oggi conti soltanto il profitto, perché viviamo in una società ipocrita che nega che il denaro sia un fine, ma che si organizza scientificamente –questo è il caso– per considerarlo tale.

E poi? Poi accade quello che è successo ieri e lo ‘Skynet’ degli speculatori, alla fine, frega i suoi ideatori. Si ribella, proprio come il leggendario Golem, al suo creatore. Giovedì, a perdere molti soldi, sono stati i detentori di grandi capitali che non sono riusciti a bypassare con alcun mezzo ciò che in automatico e in millesimi di secondo i software stavano producendo. 

Se mi può appassionare al cinema o in poltrona la saga di Terminator, io, come tutti i comuni mortali, non vivo in un film: credo nella relazione umana per fare le mie scelte, in ogni ambito, anche sull’investimento dei miei soldi, che, come quelli di tutti noi, derivano dal nostro lavoro. Non affido i miei soldi a un algoritmo impostato su macchine da guerra che, in automatico, determinano il futuro dei miei risparmi. Voglio capire ed essere informato sui miei investimenti e per questo mi affido ad una persona, che si chiama Carlo. I guadagni saranno quasi sicuramente inferiori, ma sarà inferiore il rischio che un Terminator mi faccia a pezzi.

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