Mercato e Libertà
24 Gennaio Gen 2015 1624 24 gennaio 2015

American Sniper: gli Hobbit non capiscono i Rohirrim

[Lasciate perdere le citazioni, l'articolo è in italiano]
“They forgot or ignored what little they had ever known of the Guardians
and of the labours of those that made possible the long peace of the Shire.
They were, in fact, sheltered, but they had ceased to remembered it.”
Tolkien, “The Lord of the Rings”
"All the great things are simple, and many can be expressed in a single word: 
freedom, justice, honor, duty, mercy, hope."
Winston Churchill
“We've been training for years / Now we're ready to strike / As the great operation begins
We're the first wave ashore / We're the first ones to fall / Yet soldiers have fallen before”
Sabaton, “Primo Victoria”
“For it's Tommy this, an' Tommy that, an' "Chuck him out, the brute!"
But it's "Saviour of 'is country" when the guns begin to shoot;”
Rudyart Kipling, “Tommy”*
Al cinema vado meno di una volta l'anno, e la carta-cinema 2015 l'ho spesa per “American Sniper” di Clint Eastwood. Avevo letto e apprezzato il libro, che preferisco al film, ma entrambi descrivono un'etica che fa a pugni con la visione edulcorata della realtà di cui siamo impregnati. “Fa a pugni”, ovviamente, in senso figurato, altrimenti non rimarrebbe molto di tale visione. E non sarebbe un male.
Non si compra un libro scritto da un soldato per trovarvi riflessioni filosofiche, a meno che non sia stato scritto da Tucidide. E di certo non lo si compra per trovarvi storie romantiche e sentimentali. Il libro è più complesso del film e tratta più temi, e non sono convinto di come nel film venga trattato il tema principale. Il film è però reso coerente col libro dal dialogo con lo psichiatra, verso la fine. E la reazione del pubblico al dialogo è la prova che la storia parla di un mondo che ci è estraneo, come per gli Hobbit il mondo di Thèoden, Gandalf o Faramir, impegnati a contenere e combattere Sauron senza che nella Contea si abbia il bisogno di accorgersene. Cito a memoria, traducendo quel che ricordo:
“Hai fatto cose che avresti preferito non fare?”
“No.... [Risate dal pubblico] Non è da me. Avrei voluto fare di più. Salvare più soldati.”
La morale è sin troppo semplice, come del resto, direbbe Churchill, tutte le cose grandi. Ed è anche ovvia, sin dalle prime battute del film: ci sono le pecore, i lupi, e i cani pastore. Mentre gli Hobbit fumano erba-pipa, i soldati di Gondor combattono Sauron. Non hanno bisogno di esprimere pensieri sofisticati (“così sofisticati da chiamare i NAS”, dato che oscurano una tale ovvietà): affinché la civiltà sia possibile, è sufficiente che uccidano abbastanza orchi.
Gli orchi cambiano, la necessità resta: è sufficiente che si uccidano abbastanza Persiani a Platea; abbastanza Arabi a Poitiers; abbastanza Turchi a Lepanto; abbastanza Francesi a Waterloo; abbastanza Tedeschi in Normandia. Tornando ad oggi: Chi controlla migliaia di potenziali terroristi islamici in Europa? Chi difende l'Europa Orientale dal bullo russo che proprio in queste ore sta bombardando una città grande quanto Firenze (Mariupol)? Chi impedisce alla Cina di dominare l'Estremo Oriente? Chi impedisce agli Arabi di organizzare un secondo Olocausto? Chi ferma l'ISIS dallo sterminare i Curdi?
Chi? Centinaia di migliaia di persone disposte a farsi uccidere o menomare per consentire agli Hobbit di fumare erba-pipa. Anche se gli Hobbit non lo capiscono: possono permettersi di non capirlo, perché da quasi un secolo vivono in un continente protetto dalla Storia, l'Europa.
Se avessi visto il film in un cinema a Kobane anziché a Roma, gli spettatori non avrebbero fatto fatica a capirlo. Ma dubito che ci siano cinema, a Kobane, o che perlomeno ce ne siano ancora. Ma ai Curdi non serve certo spiegare Tommy this and Tommy that.
Pietro Monsurrò
Twitter: pietrom79
* Ringrazio Arthur Wellesley per la citazione

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook