Alessandro Oliva
Viva la Fifa
3 Febbraio Feb 2015 1619 03 febbraio 2015

Le grandi manovre di Lotito per salvare la poltrona di Macalli

"Caro Presidente dimostra a noi e all'opinione pubblica che non subisci le influenze, i condizionamenti e le indicazioni all'inerzia da parte di qualche dirigente federale che, con i piedi anche nella Lega Pro, si sta spendendo in lungo e in largo anticipando perverse strategie per conquistare un consenso irrimediabilmente compromesso". A parlare è Gabriele Gravina, capo dei dissidenti di Lega Pro. Il presidente a cui si riferisce è Mario Macalli, numero uno della vecchia Serie C. Il dirigente federale è invece Claudio Lotito.

Le parole di Gravina, al momento, non sono state ascoltate. Anzi. Lotito continua a manovrare per tenere a galla Macalli, sostenitore a suo tempo di Carlo Tavecchio durante l'ultima elezione per il presidente Figc (gli ha garantito il 17% dei voti). Il ragioniere cremonese, da circa vent'anni a capo della Lega Pro, va tenuto lì. Perchè se cade lui, si rischia di innescare un effetto domino per cui, a vacillare, potrebbe essere proprio Tavecchio. E con lui Lotito, consigliere federale con delega alle riforme e vero e proprio uomo ovunque in Federazione (le sue foto con la giacca della Nazionale circolate a settembre scorso non ve le siete scordate, vero?).

Tavecchio e Macalli tremano. Perchè, con la mancata approvazione del bilancio di Lega Pro al 30 giugno 2014, una quarantina di club hanno in pratica sfiduciato il presidente. Dietro la rivolta ci sono Francesco Ghirelli, ex dg della Lega Pro messo da parte dallo stesso Macalli (e ora in causa legale per riottenere il proprio posto di lavoro), assieme a Gabriele Gravina, consigliere Figc. A minare il dominio di Macalli, che dura da 18 anni, alcuni fatti di natura soprattutto economica, dalla questione dei diritti tv con la Serie B al taglio dei finanziamenti Coni. 

La situazione potrebbe sbloccarsi solo con nuove elezioni, ma al momento non si sa nulla. Nemmeno la data del nuovo consiglio federale, sul quale lo stesso Tavecchio tergiversa. Macalli ha già annunciato di non volersi dimettere e questo è l'unico dato certo. Così, Lotito si sta già muovendo per ricompattare il fronte dei favorevoli a Macalli. L'ultima mossa è passata abbastanza inosservata e riguarda l'ex tecnico delle giovanili della Lazio, Alberto Bollini. Il suo nome era stato accostato nei giorni scorsi alla Salernitana, altra squadra di Lotito. Poi, complice l'esonero di Dino Pagliari, Bollini è finito al Lecce. Lotito ha quindi preferito in qualche modo favorire una concorrente alla B della Salernitana: un sacrificio che, nei calcoli del patron della Lazio, dovrebbe servire a portare il Lecce dalla parte dei favorevoli a Macalli. Le grandi manovre sono iniziate. 

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