Loris Cantarelli
Fumo di china
6 Febbraio Feb 2015 0946 06 febbraio 2015

Pop - Storia di un marinaio

E se i personaggi a fumetti fossero persone reali? Data la pervasività del medium (pur sottovalutato da molti ancor oggi), la domanda è da sempre intrigante. Ci ha pensato Frank Miller quando gli hanno affidato la serie Daredevil nel 1981 e tanti autori britannici nel decennio di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, fino ai supereroi mai così realistici del Watchmen (1986) di Alan Moore.

Esistono tuttavia personaggi un tempo famosissimi e che, per uno strano gioco del destino, pressoché spariti dai media moderni. Uno di questi è Popeye, il grottesco marinaio con “l’occhio sporgente” (da cui il nome originale) creato nel 1929 da Elzie Crisler Segar e notissimo anche in Italia, dove per decenni gli vennero dedicati fumetti divertenti pur senza pretese con il nome di Braccio di Ferro.

Con affetto e tenerezza evidenti, in Pop - storia di un marinaio (64 pagine a 15 euro) l’intraprendente Fabiano Ambu ce lo presenta vecchio e dimenticato, circondato dai poster dei suoi (meravigliosi) cartoon anni Trenta e del (dimenticabile) film dal vero con Robin Williams diretto da Robert Altman nel 1980, nonché dai suoi amici e parenti: “il mondo è cambiato e io sono solo invecchiato”.

Se a tratti fa capolino quella sottile malinconia che si ritrovava in film come Robin e Marian (1976), la vicenda non teme di mostrare soprattutto toni cupi e drammatici, né di rinunciare all’ironia (lo slogan “Noi non facciamo cadaveri, facciamo arte!” che rovescia quello della miniserie bonelliana Orfani, il “nuovo Ambu-rger creato appositamente da uno chef italiano” per la catena dell’amico J. Wellington cioè il nostro Poldo Sbaffini). Molte sequenze colpiscono per il realismo della messa in scena (s’intravvede anche quello che è chiaramente Corto Maltese), ma in particolare per l’empatia che gli autori hanno immesso nella vicenda.

Si tratta, come spiega lo stesso Ambu, di “un fumetto concepito in tre Atti, colorato da Rosa Puglisi e sceneggiato insieme all’esordiente Claudio Zen. Il tutto è prodotto ed editato da me e Rosa. Ho scelto l’autoproduzione perché un fumetto così non trova facilmente editori che vogliano investirci”.

Dopo l’esordio in 100 copie autoprodotte per la scorsa fiera di Lucca Comics & Games, l’opera prosegue il suo viaggio con altre 300 copie e una nuova copertina, per un eroe che fin dalla Grande Depressione “rappresenta il riscatto sociale del debole contro il potente”, scrive Ambu. “A un certo punto scompare dalle scene, dopo circa vent’anni lo ritroviamo a Venezia distrutto nel corpo e nell’animo: cosa si nasconde nel suo passato?”

Insieme con l’albo (bellissimo e struggente, con un unico difetto: s’interrompe sul più bello e costringe ad aspettare un anno per il secondo dei tre volumi previsti), si ha diritto a uno sketch inedito in omaggio: un modo intelligente per spingere all’acquisto, anche se l’opera lo merita già di per sé.
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