Loris Cantarelli
Fumo di china
18 Febbraio Feb 2015 1043 18 febbraio 2015

1914. Io mi rifiuto!

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, dice la Costituzione “più bella del mondo”. C’era però un tempo lontano in cui non era proprio così: cose di una volta, naturalmente...

Meno di un anno fa la prima tappa della mostra “Il fronte al fronte” ricordava l’inizio della Grande Guerra (soprannome ben presto superato dalla carneficina successiva), in un progetto pluriennale promosso e ideato dalla Pro Loco Prade Cicona Zortea e finanziato dall’assessorato della cultura della provincia autonoma di Trento, che ha già compreso anche un documentario di Lucia Zanettin, questo graphic novel (84 pagine, 10 euro) di Paolo Cossi e una performance teatrale con Jean Caberlotto alla chitarra e lo stesso Cossi ai disegni “in diretta”.

La vicenda si apre in un flashback raccontanto dall’Anti-Kriegsmuseum di Berlino nel 1932, il museo della guerra dove il protagonista Nicolaj riconosce tra le foto dei soldati sfigurati in mostra il soldato Franz Damman, che aveva incontrato sul fronte della battaglia in Galizia e gli aveva mostrato i suoi “disegni di cose sperate” e letto frammenti delle lettere alla moglie. E così si apre il ricordo di quegli anni, che approfondisce senza retorica il coinvolgimento e la sofferenza che ogni conflitto bellico infligge alle popolazioni civili.

Come sempre nelle opere di Cossi, le immagini e i testi (fra cui citazioni da Il caduto di Francesco Guccini e Sciur capitan di Davide Van de Sfroos) s’integrano apparentemente senza sforzo e con un misto di malinconia e sospensione anche nelle scene d’azione. In questo caso, colpisce ancor di più la levità del racconto, pur nella delicatezza dei temi trattati che rimangono pur sempre da pugno nello stomaco.

Nella preziosa appendice finale, diverse tavole e pannelli d’epoca in cui giganti dell’illustrazione come Achille Mauzan, Mario Sironi, Antonio Rubino, Umberto Brunelleschi, vignettisti satirici e autori più o meno noti raccontano, sia dal punto di vista storico che iconografico, personaggi e luoghi della Grande Guerra. Un’impagabile selezione di manifesti e periodici d’epoca, in particolare i “giornali di trincea” promossi dal servizio Propaganda del Ministero della guerra che, chissà perché, cento anni dopo non ci sembrano più così tanto lontani...

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