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18 Febbraio Feb 2015 1518 18 febbraio 2015

Il bando della ASL di Torino tra corruzione, raccomandazioni e il senso della meritocrazia

La notizia della psicologa assunta all’ASL di Torino dopo aver vinto il bando proposto da suo padre direttore del personale di quella stessa ASL è una buona occasione per riflettere. C’è spazio per l’indignazione, ma anche per pensieri più cauti e accurati.

L’articolo apparso sulle pagine torinesi di Repubblica (LEGGI L'ARTICOLO) riporta due dati che alludono a possibili scorrettezze: la parentela tra vincitrice e proponente del bando e il periodo di esposizione del bando, dal 31 dicembre al 10 gennaio, periodo di vacanza e –presumibilmente- di scarsa attenzione alla pubblicazione di bandi. Da qui la nostra mente è invitata inevitabilmente a indignarsi ricordando altre notizie simili a questa, notizie apparentate con le possibili scorrettezze dell’ASL di Torino.

Sappiamo che il sistema sanitario italiano, come altri servizi pubblici, è probabilmente esposto a fenomeni di corruzione. Un altro articolo di giornale, questa volta del Corriere della Sera, riporta che –secondo il “Global Corruption Barometer” - il sistema sanitario italiano mostra eccessivi livelli di corruzione (LEGGI L'ARTICOLO). Sembrerebbe quindi giusto sospettare del caso di Torino, se non altro come stima probabilistica.

Siamo messi così male?

Attenzione. Avrete notato che quello stesso articolo del Corriere che riporta il dato sulla corruzione ci porge anche una notizia più incoraggiante: la sanità italiana offre un ottimo prodotto, migliore di quello della maggior parte degli altri paesi. Nel 2014, secondo il rapporto della Bloomberg, multinazionale dell’informazione, la nostra sanità sarebbe la terza migliore del mondo, dopo Singapore e Hong Kong e prima del Giappone, quarto. Seguono Corea del Sud, Australia e Israele.

Notiamo: abbiamo elencato sette paesi e non è ancora apparso un paese europeo oltre l’Italia. Dove sono finiti? Li incontriamo dopo Israele. Ottava la Francia, decimo il Regno Unito, addirittura ventitreesima la Germania, per citare i tre paesi con i quali nervosamente ci paragoniamo da un paio di secoli a questa parte nel timore di non essere alla loro altezza. Dietro di noi c’è anche un’altra pietra di paragone: la Svizzera è quindicesima. Dietro perfino gli impeccabili paesi scandinavi: undicesima la Norvegia, diciannovesime a pari punteggio Svezia e Finlandia, addirittura trentaquattresima la Danimarca. Chi manca all’appello dei paesi verso i quali nutriamo un eterno automatismo di inferiorità? Ah si, l’Olanda. Dove diamine è, che non la vedo? Addirittura quarantesima. Controllo distrattamente il Belgio, di cui non si sa mai bene cosa pensare: sono dei Francesi falliti o degli Olandesi annacquati? Boh; comunque è nordico e civile anche il Belgio eppure è dietro, quarantunesimo. Altro caso speciale gli Stati Uniti, di cui si sa solo che ha una sanità strana tutta sua, tutta privata, non si sa bene cosa pensarne, sono barbarissimi o civilissimi? Nemmeno Montanelli aveva direttive chiare sugli USA. In ogni caso gli americani sono lontanissimi in classifica: quarantaquattresimi, peggio dei Belgi (tiè!) Insomma, fanno bene le mamme italiane a raccomandarci di indossare il golfino quando andiamo in vacanza su, a nord delle Alpi. Il golfino anche se è estate. In realtà non sono preoccupate per noi, sono realistiche: giustamente diffidano degli ospedali dei paesi nordeuropei.

La sanità italiana è buona. È questo non è nemmeno un dato nuovo. Eravamo già messi bene quindici anni fa, quando fu pubblicato il World Health Report del 2000 (DOWNLOAD). Lì eravamo addirittura secondi nel mondo dietro la Francia. Nel frattempo la Francia è rimasta indietro e ora davanti a noi ci sono altri paesi. Insomma, da quindici anni a questa parte restiamo saldamente sul podio e siamo gli unici a esserci rimasti. Non possiamo proprio lamentarci, che forse per noi italiani è la vera tragedia...

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