Alessandro Da Rold
Portineria Milano
6 Marzo Mar 2015 1720 06 marzo 2015

Per il dopo Pisapia un'Armata Brancaleone: a sinistra già in 11 per la poltrona di sindaco

C'è chi la definisce l’Armata Brancaleone. È il centrosinistra di Milano che si prepara all'addio di Giuliano PIsapia. La notizia non è ancora ufficiale, ma con tutta probabilità l’avvocato penalista che sconfisse Letizia Moratti nel 2011 non si ricandiderà nel 2016 per le elezioni della Città Metropolitana di Milano. Già da tempo si vociferava che il primo cittadino arancione si sarebbe fatto da parte - a Linkiesta ne avevamo scritto nel 2013 - ma ora, dopo l’articolo del Corriere della Sera di venerdì 6 marzo, l’ufficialità è a un passo. A palazzo Marino si mormora però che ci sia ancora un mese di tempo per decidere. E che l’ultima parola potrebbe averla la “zarina” di piazza Scala, ovvero Cinzia Sasso, moglie di Pisapia. Il problema è che dietro «Giuliano» c’è un mondo politico in totale ebolizione e fermento. E soprattutto un centrosinistra in totale stallo, in attesa di Expo 2015 e delle decisioni di Matteo Renzi, premier e segretario del Pd. I possibili candidati si moltiplicano ogni giorno. Non solo. Non è ancora chiaro se ci saranno o meno le primarie. C’è però chi ha iniziato a fare due conti. Al momento in pista ci sarebbe almeno una decina candidati, forse anche di più.

Il primo, in pole position, è Piefrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali, che sarebbe il preferito di Pisapia: da alcuni è già stato definito il «delfino». Poi subito dopo si piazza Ada Lucia De Cesaris, potente vicesindaco e assessore all’Urbanistica, che però avrebbe un cattivo rapporto con la moglie di Pisapia. Di certo, infatti, l’avvocato penalista vorrà far pesare la sua parola sul nome del prossimo candidato. Ma qui potrebbe scontrarsi con il volere di Renzi. Il premier avrebbe almeno tre nomi da spendere su Milano, quelli di Alessia Mosca, Lia Quartapelle e Emanuele Fiano. A quanto pare un pensiero sulle possibili primarie potrebbe farlo pure Carmela Rozza, assessore ai Lavori Pubblici, molto vicina alla sinistra riformista meneghina. Quindi ancora. Stefano Boeri, che però avrebbe già detto negli ultimi giorni di non essere disponibile per una nuova candidatura in comune, dopo la sconfitta alle primarie del 2010 proprio contro Pisapia. Altro giro, altra corsa. C’è chi dice che un possibile candidato possa essere Giuseppe Sala, attuale numero uno di Expo, ma sulla sua candidatura pesa il successo o il fallimento dell’esposizione universale. E infine anche Roberto Caputo, ex consigliere provinciale del Pd, si è detto disponibile a gareggiare per le primarie democratiche. Persino Umberto Ambrosoli, ex candidato in regione Lombardia nel 2013 contro Roberto Maroni, sarebbe tra i pretendenti. La questione poi si estende pure a sinistra. I movimenti che appoggiarono Pisapia difficilmente seguiranno i democratici, troppi i dispiaceri, dagli sgomberi dei centri sociali fino proprio a Expo. Per questo motivo potrebbero trovare un nuovo candidato. C’è chi parla di Basilio Rizzo, attuale presidente del consiglio comunale, oppure anche di Daniele Farina, deputato di Sel, nonché storico leader del Leoncavallo. Insomma chi più ne ha più ne metta. La corsa per il dopo Pisapia è iniziata. E se nel centrodestra non hanno ancora trovato un candidato - il segretario del Carroccio Matteo Salvini aspetta di capire quando si andrà alle elezioni nazionali - nel centrosinistra già volano i coltelli. Auguri. 

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