State of Mind
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17 Marzo Mar 2015 1521 17 marzo 2015

La gelosia: patologia o amore vero?

"Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri".
- Roland Barthes (1977) -

Quanti di noi si identificano in queste parole? Quanti sono stati male per gelosia? A quanti ha rovinato la vita? A giudicare dalle infinite canzoni e numerosi versi di prosa esistenti, si è in tanti ad essere gelosi o ad esserlo stati. Vasco Rossi sosteneva, in una celebre canzone ormai datata, che la gelosia è come una malattia incomprensibile.

Ma, cos'è la gelosia? Si tratta di un sentimento generante dall'idea che si potrebbe perdere da un momento all'altro la cosa più cara che si possiede. Quindi, quell'animi motus che si sperimenta, intrisa di un po' di follia, porta a compiere gesti eccessivi e disperati sulla scia di una emotività che, spesse volte, porta a percepire l'abbandono di chi si ama. Essa è intimamente legata alla possessività, ovvero alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio, ineluttabilmente di nessun altro. Entrambi gli stati pretendono di avere, in maniera esclusiva e assoluta, l'altro, inteso come oggetto del desiderio che soddisfa, in questo caso, un bisogno atavico: voglio te e solo te. Spesso chi ne è affetto manifesta la sua gelosia in assenza di qualunque evento reale, di qualunque circostanza che possa giustificare un vissuto del genere.

La persona gelosa presenta le seguenti caratteristiche:

  • paura della perdita, della separazione, di ciò che si ritiene proprio e necessario al proprio benessere;
  • paura dell'abbandono, di essere lasciato solo senza nessuno che possa prendersi cura di se stessi;
  • gelosia dell'altro che potrebbe condividere qualcosa che non gli appartiene, ma è di nostra proprietà;
  • invidia di alcune caratteristiche fisiche e caratteriali di una papabile altra persona. In questo caso la gelosia non è rivolta tanto al proprio partner ma è gelosia del terzo e quindi si muove ai confini.

Esistono diversi livelli di gelosia, si parla di gelosia normale quando è inseparabile dall'amore per il partner e mostra livelli di attivazione fisiologica accettabili. E' funzionale a far sentire l'altro veramente amato, nel dimostrargli che è la persona con cui si vuole condividere la propria vita. Credo, possa essere capitato a tutti di pensare che se la persona amata non mostrasse un minimo di gelosia potrebbe non essere innamorato. Quindi, se è poca potrebbe, paradossalmente, giovare alla relazione, poiché mette un po' di brio nel rapporto.

Invece, la gelosia patologica si genera da comportamenti che non trovano riscontro nella realtà, da azioni infondate, e deriva, sostanzialmente, da un'angoscia che prende forma nella mente senza nessun riscontro oggettivo. Quest'angoscia produce delle vere e proprie rappresentazioni mentali in cui si costruiscono ad hoc lo scenario, il rivale e, più di tutto, le prove dell'infedeltà. Quindi, la realtà viene erroneamente interpretata e tutto può essere frainteso. Questo, può portare a dei veri e propri deliri di gelosia che in alcuni casi sono all'origine di delitti passionali. Si tratta, dunque, di autentico delirio florido, esattamente come affermava Freud anni or sono, e rappresenta la parte più patologica della gelosia. Questa forma di gelosia si manifesta con le seguenti caratteristiche:

  • paura irrazionale dell’abbandono e tristezza per la possibile perdita;
  • sospettosità per ogni comportamento relazionale del partner verso persone dell'altro sesso;
  • controllo di ogni comportamento dell' altro;
  • invidia ed aggressività verso i possibili rivali;
  • aggressività persecutoria verso il partner;
  • sensazione d' inadeguatezza e scarsa autostima di noi stessi.

Sostanzialmente, è una sintomatologia affine a quella della dipendenza affettiva. La gelosia, dunque, potrebbe essere la manifestazione di una patologia latente, la dipendenza affettiva...

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