Antonio Fiore
Bar Lezzi – dal 1924
20 Marzo Mar 2015 1537 20 marzo 2015

Ed io tifo per Charlie!

Alcuni giorni fa riflettevo sulla mia intolleranza nei confronti dell’utilizzo errato dei new social media. Sono figlio di una generazione a metà strada tra il quindici ( c.d. tedesca ) ed ICQ, non ritengo onesto muovere accuse contro la convergenza tecnologica e sociale.

Sarebbe giusto, tuttavia, affrontare le criticità del  ”digital divide” non solo in  connessione a quanta gente ha la possibilità di  usufruire di un accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione – è anche questo – bensì di quanta gente,potendo sfruttare queste tecnologie, si imbarbarisce tra idiozie e balordaggini.

Lungi da me, ora e qui, descrivere il futuro come possibile grazie all’universale rimedio dei social network. E’ però,tuttavia veritiero,che abbiamo la possibilità – la grande opportunità – di mantenere un archivio in tempo reale delle nostre vite – che cosa sto facendo?, di apprendere un numero indefinito di nuove informazioni dai nostri amici e , cosa più importante, le nuove generazioni possono dare il loro contributo nel mondo esterno promuovendo cause utili e socialmente importanti. Le aziende, se saranno abbastanza furbe da capire qual è la via maestra inevitabilmente segnata, potranno meglio recepire i desideri dei consumatori fedeli e dei clienti occasionali.

Chissà perché, a questo punto, mi viene in mente la lunga tirata di monologo di Al Pacino in “Scent of Woman”:

<<Io mi sono trovato spesso ad un bivio nella mia vita; io ho sempre saputo qual era la direzione giusta, senza incertezze sapevo qual era, ma non l’ho mai presa, mai. E sapete perché? Era troppo duro imboccarla. Questo succede a Charlie: è giunto ad un bivio ed ha scelto una strada, ed è quella giusta: è una strada fatta di princìpi, che formano il carattere. Lasciatelo continuare nel suo viaggio. Voi adesso avete il futuro di questo ragazzo nelle vostre mani, è un futuro prezioso, potete credermi. Non lo distruggete. Proteggetelo, abbracciatelo. È una cosa di cui un giorno andrete fieri, molto fieri.>>

Forse Charlie vorrei essere io e, come spesso va in queste cose, sarà invece mio figlio. Sarà giusto da parte mia impartirgli i valori che mi sono stati dati in lascito dai miei genitori ma dovrò custodire la sua integrità nel suo mondo e nel suo tempo. Se io mi sono innamorato della perseveranza di Edmond Dantes tramite un ingiallito e posticcio “Conte di Montecristo”, questo non vorrà dire che Charlie non potrà fare lo stesso con il  sul Kindle o I-Pad. Se io ho riempito pagine immemori del mio rosso moleskine, probabilmente Charlie imparerà a parlar d’amore sul suo blog. La poesia, d’altronde, è certamente nel contenuto e non sempre nel formato.

L’importante, per me, è che Charlie impari, in un paese di voci sbagliate, quali parole usare. Vorrei che Charlie diventasse adulto e non adultero, libero e non libertino.

P.S. Vorrei consigliare alcuni libri da leggere per meglio capire cos’è l’apprendistato nell’esperienza social :
Erik Qualman – Socialnomics 
Chris Anderson – La coda Lunga
Henry Jenkins – Cultura Convergente

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