Beleid
23 Marzo Mar 2015 1515 23 marzo 2015

1992, la serie sull'anno in cui cambia tutto (forse)

Uno degli anni più importanti della storia contemporanea italiana. Punto di approdo di tante storie che vengono da lontano, si accumulano, convergono tutte in un istante e – detonate – esplodono; punto di ripartenza da cui nascono storie nuove, alcune si interrompono, altre cambiano direzione, molte sopravvivono. Ancora sospeso tra la cronaca e la storia, quell’anno è un noir politico dalla sceneggiatura complessa ed avvincente. Cambia tutto in quell'anno, forse la più autentica e reale chance nel Paese del Principe Fabrizio Salina per coloro che dovevano continuare a resistere. Non la tanto osannata autonominatasi Seconda Repubblica forse, ma solamente gli scarti della Prima, come ha detto qualcuno, senza quelli di cui si doveva far pulizia. Non saprei. Perché per cambiare Repubblica in fondo serve un De Gaulle che in casa nostra ha tutto il volto dell'agreement Napolitano-Renzi più che quello dell’intesa - mal capitalizzata - dal duo Segni-Di Pietro. Non si sa tra manette, referendum elettorali, monetine, sacchetti di nylon in testa, agende rosse, fucili in bocca, TNT e T4, bustarelle e valigette, chiamate in correità, mariuoli e maxitangenti, lacrime e sangue cosa è davvero cambiato, cosa è morto, cosa è nato, cosa ha resistito. Non esiste accordo su questo (ancora). Il quadro forse è più confuso di quel che una parte o l’altra vogliono far credere. La colonna sonora di quell’anno è uno degli album più belli della storia del rock, quello che dieci anni dopo ho ascoltato più di tutti gli altri, le rose di Blood Sugar Sex Magik sospese tra il funk e l’alternative rock, uscito un anno prima. Insomma, a quell’anno, nell'epoca delle serie tv, una gliela dovevano. E per la sceneggiatura di una serie quel titolo, semplicemente "1992", dovrebbe essere una garanzia. 

Domani sera comincia. Decidete voi, io nel dubbio me la guardo.

https://www.youtube.com/watch?v=7sV57FdfDrs

@FrancescoPigno

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