PlayLinz
27 Marzo Mar 2015 0917 27 marzo 2015

PlayLinz#3.15.3


PlayLinz#3.15.3

Da sempre ho avuto la passione di osservare la natura che popola il nostro pianeta. Mi ha sempre affascinato. Ho avuto la fortuna di crescere in una zona con specifiche caratteristiche morfologiche, perfette per dare ospitalità a grandi quantità e specie diverse di uccelli. E, appena ho potuto, ho iniziato a esplorare da cima a fondo tutto il Delta del Po alla scoperta dei magnifici animali che migrano fino a lì. Questa passione dura ancora oggi e, quando scelgo una meta per i miei viaggi, tengo in considerazione anche la fauna che avrò la possibilità di vedere in quelle località.

So per certo che in questo campo non si finisce mai d’imparare, ma sono rimasto davvero sorpreso quando ho letto la storia della balena 52 Hz. La balena 52 Hz è considerata l’animale solitario per eccellenza, ma non per scelta: è la natura stessa che l’ha dotata di una voce a una frequenza molto diversa da quella di tutte le altre balene. Questi mammiferi, infatti, comunicano tra di loro con suoni compresi tra i 15 e i 20 Hz, si chiamano e si rispondono, fino a trovarsi per ricomporre il branco. Mentre per la balena 52 Hz è impossibile farsi riconoscere, ed è destinata a vivere la sua vita in totale isolamento.

No, non ho sbagliato rubrica, sono sempre qui per parlare di musica. È solo che c’è un musicista, Colin Stetson, che nella sua vita ha scelto di suonare il sassofono basso, ed è probabilmente l’unico al mondo a suonarlo, almeno in maniera così esclusiva da costruire tutta la sua carriera solo su questo strumento. Lui stesso compara la sua musica, il suono del suo sax basso, alla voce della balena 52 Hz.

Nei prossimi giorni uscirà il suo nuovo lavoro, Never were the way she was, e qui trovate un'anticipazione.

Per il resto ci sono grandi novità e grandi ritorni. Torna infatti dopo cinque anni Sufjan Stevens, così come The Jon Spencer Blues Explosion, i Death Cab For Cutie. Tra le novità c’è questo disco, Primrose Green, che mi sta piacendo un sacco, forse perché va a solleticare amati ricordi di Tim Buckley e John Martin: lui si chiama Ryley Walker.

Buon Ascolto.

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