Fabio Brinchi Giusti
Parlare con i limoni
29 Marzo Mar 2015 1740 29 marzo 2015

Il complotto della lobby gay

1969. Nei cinema italiani esce “Vedo nudo”, regia di Dino Risi. Nino Manfredi interpreta il protagonista, Ercole, impiegato delle poste. Ercole nasconde un segreto; nell’intimità della sua casa, dove nessuno può vederlo, si veste e si acconcia da donna. Intrattiene una relazione epistolare con un uomo di Torino, Carlo Alberto, facendosi chiamare Ornella. Ercole/Ornella non è una macchietta, la recitazione di Nino Manfredi è intensa e delicata, la sua figura è tratteggiata con una profonda umanità e rispetto che ancora oggi è difficile da trovare.

Era il 1969. La rivoluzione sessuale stava travolgendo anche l’Italia democristiana, bacchettona e perbenista dell’epoca. Chissà se uscisse oggi come sarebbe accolto. Probabilmente qualcuno vedrebbe in un film dove un uomo che si sente donna non viene condannato o stigmatizzato come l’ennesimo prodotto della fantomatica lobby gay.

Il complotto della lobby gay (o lobby LGBT e lobby omosessualista in altre definizioni) è molto popolare negli ambienti ultracattolici,  nell’estrema destra e in diversi ambienti complottisti. Si sostiene l’esistenza di una potente oligarchia gay, infiltrata nella politica e nelle istituzioni che vuole distruggere la famiglia, cancellare le differenze fra uomini e donne, creare una sessualità fluida, educare e plagiare i bambini in un mondo stravolto nelle sue leggi naturali e morali e piegato ai capricci di una minoranza.

Tale lobby agisce nel nome della cosiddetta “ideologia gender” che vorrebbe imporre a tutti, specialmente ai più piccoli. Cosa sia questa ideologia gender, talvolta citata anche da religiosi autorevoli, è ancora un mistero. Non si trova una pubblicazione o un sito Web indipendente che ne parli. Nessuna associazione gay ne parla. Anzi per l’associazione italiana psicologi, il concetto di “ideologia del gender” non ha nessuna consistenza scientifica. I complottisti dicono che la lobby occulta l’ideologia gender dietro le finte sembianze delle battaglie per i diritti e per il rispetto. Un grande piano mondiale per imporre qualcosa di segreto, nascosto e sconosciuto. L’ideologia gender sembra quasi le scie chimiche della sociologia.

Come molte teorie del complotto queste idee partono da una base vera e realmente esistente: i gender studies, che sono un’evoluzione del dibattito filosofico femminista degli anni ’70. Riporta Carlo Galli ne “Il pensiero politico contemporaneo – Il Novecento e l’età globale”: “I gender studies hanno profondamente trasformato lo statuto e la pratica di discipline diversissime, dalla critica letteraria alla storiografia. Il dibattito femminista pone in discussione temi fondamentali, come la distinzione fra sex e gender (ovvero tra posizioni che attribuiscono alla differenza sessuale una rilevanza sessuale simbolico-politica ‘incarnata’ in un corpo e quelle che considerano la stessa dicotomia uomo/donna alla stregua di un prodotto storico e culturale).”

I gender studies quindi non negano la differenza biologica fra maschio e femmina, ma sostengono che il ruolo, le caratteristiche che vengono tradizionalmente attribuiti a un maschio o ad una femmina sono costruzioni culturali che cambiano con il cambiamento della società. Secondo l’associazione italiana psicologi, questi studi hanno contribuito a ridurre i pregiudizi e le discriminazioni. Che poi i ruoli sociali attribuiti a uomo o a una donna cambiano col cambiare della società è un concetto palese, sotto gli occhi di tutti: cent’anni fa il ruolo sociale delle donne era diverso da quello attuale. Dunque esiste un sesso biologico e un’identità di genere.

E’ bene ribadire che i gender studies sono dei semplici studi, ricerche scientifiche e non un’ideologia come il comunismo o il fascismo.

A volte, alcune persone –per motivi che la scienza ancora non conosce– vivano un conflitto fra il loro sesso biologico e l’identità del genere. Come Ercole che si sente donna pur essendo biologicamente uomo. E’ la disforia di genere.

L’omosessualità invece è un orientamento sessuale. Un gay o una lesbica generalmente non vive alcun conflitto fra il suo sesso biologico e la sua identità di genere. Solo che prova attrazione per le persone del suo stesso sesso e non per quelle del sesso opposto.

La verità è che l’ideologia gender e il complotto della lobby gay non esistono. Sono solo paranoie e bandiere di chi cerca una giustificazione morale alle sue battaglie contro ogni concessione e diritto. Per molti secoli l’antisemitismo veniva giustificato con l’esistenza di una lobby ebraica che voleva dominare il mondo. Oggi è il turno della lobby gay. Criminalizzare le minoranze è un orrore che l’umanità non riesce proprio a scrollarsi di dosso. 

@fabio_990

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