Loris Cantarelli
Fumo di china
1 Aprile Apr 2015 1451 01 aprile 2015

Terre perse

Mentre i media nazionali s’interrogano se è più imbarazzante parlare e tacere di clamorosi autogol come portali e siti web governativi pressoché fallimentari, il fumetto come sempre sta tutt’altro che a guardare e bagna il naso a tante pseudo-inchieste... confezionando un agile vademecum sul complesso mondo della speculazione edilizia (che più che una mission: impossible sembrerebbe un ossimoro), stampate su carta certificata FSC con tanto di disegni e testi sono rilasciati con licenza Creative Commons.

Si tratta di Terre perse. Viaggio nell’Italia del dissesto e della speranza (144 pagine, 16 euro), curato dal collettivo TAMassociati (nello specifico, Raul Pantaleo e la disegnatrice Marta Gerardi) con Luca Molinari - già autori di Destinazione Freetown (2012) e Architetture resistenti (2013) - per l’etichetta BeccoGiallo (nata a Padova nel 2005 con esplitico riferimento alla più importante rivista satirica degli anni Venti e Trenta, entrata nel gruppo Fandango Libri nel 2012).

“Decenni di irresponsabilità e malaffare hanno intossicato il nostro paesaggio e consumato risorse vitali”, si legge nella quarta di copertina. “Ora abbiamo un mondo da bonificare e ripensare insieme: non resta che rimboccarci le maniche e lavorare, cambiando definitivamente il nostro punto di vista sull’architettura e sul territorio”.

Insieme alla protagonista, il lettore percorre con sguardo disincantato periferie mal pianificate ormai costituite da condomini orribili, campagne sventrate da casette e capannoni, scandalizzandosi a voce alta per l’offesa (sempre troppo sottaciuta nell’interesse di molti) dei condoni edilizi e di tutte le conseguenze che ancora chiunque si trovi a camminare nelle nsotre strade non può non notare.

“Le città come i sogni sono costuirite di desideri e di paure” è la frase di Italo Calvino dal romanzo “combinatorio” Le città invisibili (1972) posta in esergo: e fra disegni di una chiarezza esemplare, infografiche che rendono intelleggibile una marea di dati e riferimenti (nelle note finali si ringrazia Fabrizia Ippolito, ricercatrice presso la Facoltà di Architettura “Luigi Vanvitelli” di Napoli) e una narrazione incredibilmente fluida dato l’argomento, è il fumetto a far ammenda delle tante mancate segnalazioni al grande pubblico su un tema esiziale per la cultura e la società del cosiddetto Bel Paese, come risulta anche dalla manciata di tavole in anteprima.

Un’altra bella testimonianza resa dalla narrativa disegnata italiana, che ci auguriamo possa beneficiare della rinnovata attenzione al graphic journalism da parte di tutti.

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