Vito Kappa
Kahlunnia
7 Aprile Apr 2015 0011 06 aprile 2015

Michele Placido fa "La Scelta" sbagliata: mostra bene i marchi e male i tabù

"La Scelta" è un film sul dramma di una donna e di una coppia che vuole un figlio e si trova a dover decidere se portare avanti o meno una gravidanza frutto di uno stupro. Michele Placido, però, di scelta non ne azzecca una. Nel film i divani Natuzzi e i monovolume formato famiglia si fanno notare più del dramma della protagonista (Ambra Angiolini) e di suo marito (Raul Bova). 

I presupposti per un buon film c'erano tutti. C'era una storia potentissima. C'era l'inquietudine di una coppia che non riuscendo ad avere figli doveva scegliere se tenere o meno il frutto di quell'evento violento. C'era la possibilità di far riflettere lo spettatore mettendolo davanti ad una serie di pregiudizi e stereotipi che invece non vengono affrontati. La potenzialità della storia rimane inespressa. Lo stupro resta un tabù nella pellicola e per i personaggi come il processo psicologico che porta alla decisione con cui si chiude il film.
"La scelta" alla fine risulta un film che si perde in se stesso. Una storia che si veste di libertinaggio "no logo" ma che non si fa problemi a sparare a tutto schermo ambientazioni e veicoli rigorosamente marchiati. Peccato, il tema era importante e il cast era all'altezza. Forse, questa volta, era il regista a non essere quello giusto. Forse un film così lo doveva fare Ozpetek.

@vitokappa| fb vito kappa

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