Luciana Grosso
Bodega Bay
17 Aprile Apr 2015 0927 17 aprile 2015

Roseanne for President

Che poi, ci sarebbe anche Roseanne Barr.

L’attrice, sì. Quella di ‘Pappa e Ciccia’.

Ha già corso per la nomination alla presidenza per il partito dei Verdi nel 2012 e ora si prepara a farlo di nuovo.

Poche ore fa, con un lunghissimo editoriale apparso sul Daily Beast, ha spiegato perché, anche quest’anno correrà per diventare Presidente.

Il suo testo, molto concetrato sul femminismo e sul ruolo delle donne, dice molte cose, non tutte proprio condivisibilissimissimisse, alcune con qualche accento un po’ grilleggiante (mutatis mutandis, sia chiaro: Roseanne Barr batte Grillo milioni a zero, su tutto), alcune molto colte e istruttive, altre un po’ gratuite (fare battute sulla carriera di Reagan attore, per due volte in 100 righe, non è né elegante né, a questo punto, interessante), altre molto propositive che fanno da canovaccio del suo programma politico. 

Roseanne, per presentare la sua corsa a ‘The Office’, parte dalla sua infanzia nello Utah, ‘lo stato più repubblicano del Paese’, racconta di come i suoi genitori fossero socialisti, racconta di come, da piccola, quando sentiva dire ‘un giorno ci sarà una donna presidente’ il tono fosse, più o meno, lo stesso di quando si parlava di marziani e di come il casino delle elezioni presidenziali del 2000 ( quelle dello stallo Bush-Gore, ricordate?) la abbia convinta della profonda necessità della politica americana di essere rinnovata ‘in modo che non sia più la Corte Suprema a scegliere per noi’.

Cose così. Per prenderla un po’ alla lontana.

Poi entra (un po’) più nel concreto e dice, in molte più righe di queste ( io ho tagliato senza pietà, la versione integrale la trovate qui: (http://www.thedailybeast.com/articles/2015/04/16/roseanne-forget-hillary-vote-for-me.html)

Ci sono molte cose, secondo il testo di Roseanne, che proprio non vanno nella politica americana: si comincia con le pressioni del Congresso e dei vari gruppi di potere (non solo lobby, anche istituzioni, dipartimenti, uffici, ecc.)  e si continua con il bipartitsmo, che in America è un quasi dogma: “Quando pensiamo a Democratici e Repubblicani usiamo le stesse categorie mentali che usiamo per sale e pepe ma l’immagine profondamente radicata di due partiti politici che fanno da pilastro al nostro governo è una stronzata. Non sta scritto da nessuna parte che ci debbano essere due partiti e ce ne sono stati molti altri, negli anni. A me e a una marea di cittadini delusi e disgustati capita di pensare che ci meritiamo di meglio”.

Ecco, dunque, perché tocca a lei, perché, in fondo, ne ha il curriculum: “Perché gli unici requisiti per entrare in politica e per svolgere ‘The Office’ dovrebbero essere la cittadinanza e il desiderio di cambiare le cose. Ho sempre lottato, con il mio lavoro di attrice, per portare un messaggio concreto e per far uscire dall’ombra le condizioni di vita delle classi povere, la parità di genere, i diritti dei gay, e quelli civili e per mostrare l’inutilità della dispendiosa e dannosa guerra alle droghe leggere” (Roseanne è da sempre sostenitrice della marijuana e, dichiaratamente, una consumatrice assidua). 

L’ultimo passaggio è dedicato aI punti base del suo programma: ‘remissione del debito per i prestiti agli studenti, incentivi alla casa, legalizzazione delle cannabis, assistenza sanitaria, parità di retribuzione per le donne, matrimoni gay e- cosa ardita e interessante- la nazionalizzazione della Federal Reserve, della Monsanto e delle aziende farmaceutiche'.

Sinceramente? Non credo funzionerà. E, comunque, se fossi da quelle parti, non credo la voterei.

Ma questo non è un blog di politica internazionale, di cui so poco o nulla. Questo è un blog di storie, e questa è una storia. 

Raccontata, tra l’altro, in varie clip che si trovano facilmente su YouTube. La mia preferita è questa: https://www.youtube.com/watch?t=11&v=_LsSLix_FTw.

Se no, ci sono sempre le vecchie puntate di ‘Pappa e Ciccia’, che tra l’altro, era una serie parecchio di sinistra.

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