Loris Cantarelli
Fumo di china
20 Aprile Apr 2015 0946 20 aprile 2015

Dylan Dog Magazine

Tocca al rinnovato Indagatore dell’Incubo inaugurare anche la nuova stagione degli Almanacchi Bonelli, collana atipica e negli ultimi anni in crisi d’identità soprattutto dal punto di vista grafico (e si sa che nel mondo d’oggi molta forma è anche sostanza).

Dietro una copertina quanto mai tradizionale (anche se come sempre impeccabile ed efficace) di Bruno Brindisi, rimangono, anche se più “asciugati”, i tradizionali articoli-reportage sull’annata di film, libri, telefilm e videogiochi, più tre dossier sul tema dell’horror (come per gli altri generi a cui erano tradizionalmente dedicati gli Almanacchi, a cui fra l’altro si aggiungerà il fantasy con un Dragonero Magazine).

Seguono tre storie a fumetti di varia lunghezza: la prima è un divertissement in 2 tavole in cui il giovane Giorgio Giusfredi e il navigato Paolo Bacilieri portano al debutto la coppia Suzy & Merz (attempato prof di cinema e tesista sbarazzina in cerca di argomenti a cui dedicarla) che apparirà anche nei prossimi Magazine e in “Una gita a... Carcosa” si occupano di True Detective.

Poi è la volta di una storia dalle canoniche 94 pagine (come la gran parte degli albi bonelliani dal 1988, quand’è comparso il frontespizio), “Nuovo Cinema Wickedford”, ben scritta da Davide Barzi e disegnata ancora meglio da Brindisi nel paesino dove l’ex ispettore Bloch si è ritirato dopo il pensionamento (forse la più controversa delle recenti novità per riportare vitalità a una testata che alla vigilia dei trent’anni di vita editoriali mostrava diversi acciacchi, vendite comprese).

Infine “Il saldo”, vicenda surreale in 24 tavole firmata dall’ex curatore dylaniano Giovanni Gualdoni per i disegni di Fabrizio De Tommaso, argutamente impreziosita con alcuni dettagli di rosso (quasi sull’esempio del transalpino Io, Assassino appena tradotto in italiano da Rizzoli Lizard: qui le prime pagine) che, seppur invadenti in alcune vignette, sono una vera gioia per gli occhi e un modo intelligente di mostrare quel “qualcosa in più” che, nel caos generale, il fumetto ancora è in grado di dare.

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