Alessandro Da Rold
Portineria Milano
22 Aprile Apr 2015 1720 22 aprile 2015

Il conflitto di interesse dell'avvocato di Maroni in Expo 2015 è enorme: rinunci all'incarico

Dopo la notizia che anche la società Expo 2015 è indagata nell'inchiesta dove è coinvolto il presidente di regione Lombardia Roberto Maroni la posizione dell'avvocato Domenico Aiello è sempre più imbarazzante. Il legale calabrese infatti si ritrova a difendere il governatore in un'inchiesta in cui è coinvolta pure la società dove è appena stato nominato nel consiglio di amministrazione. Maroni è accusato di induzione indebita per presunte pressioni in relazione a contratti affidati a due sue ex collaboratrici. La società Expo è indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Il cortocircuito è letale, non è difficile capirlo. Non sbagliano gli esponenti del Partito Democratico quando vogliono chiedere un'interrogazione parlamentare sull'argomento. «Insieme al collega Peluffo» scrive Francesco Laforgia in una nota «ho presentato una interrogazione per sollecitare il Governo a esprimersi e a prendere una posizione netta, contro quello che riteniamo un atto inopportuno, ancor di più se adottato a pochi giorni dell'inizio dell'esposizione universale. Come può un avvocato che nel corso del procedimento in corso ha richiesto dei documenti a Expo 2015 S.p.A., per difendere il Presidente Maroni, entrare nel Cda della società stessa?» L'unico a difendere la scelta in queste ore è stato l'amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala, mentre la politica lombarda s'interroga sulla scelta del governatore della Lega Nord. E a farsi due domande è anche il Carroccio. A quanto pare lo stesso Matteo Salvini, segretario federale, non avrebbe accolto la notizia con entusiasmo. Del resto proprio Salvini aveva deciso di togliere Aiello dalla Lega, scegliendo come nuovo avvocato del partito Claudia Eccher, moglie del senatore Sergio Divina. La nomina di Aiello appare quindi come una scelta di Maroni che aveva già sponsorizzato il legale per un posto nel Consiglio di presidenza della giustizia tributaria nel 2013. Di sicuro Maroni sapeva che avrebbe avuto una reazione politica dopo questa decisione, che la scelta avrebbe scatenato un certo clamore. Perché farlo? 

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook