Silvia Parmeggiani
TrebarraA
29 Aprile Apr 2015 1205 29 aprile 2015

A Bologna, in giro per mostre

A Bologna in cerca di mostre da vedere? Se il solito giro turistico non vi garba e volete tirar tardi fino a sera prima di bervi una birra al pub o fermarvi per un aperitivo in uno dei tanti localini del centro storico, allora potreste passarvi il pomeriggio andando in giro per mostre. Sì, ma quali?


© Photo by Sukita

Tappa obbligata di certo è quella ad Ono arte contemporanea che fino al 10 maggio, nei locali di via Santa Margherita 10 (appena fuori dal centro), ospiterà la mostra “David Bowie, Heroes”. Esposti scatti di Masayoshi Sukita, il maestro della fotografia giapponese che ha immortalato e ispirato David Bowie per oltre 40 anni. L’archivio di Sukita è probabilmente uno dei più importanti sull’artista londinese e -sebbene il suo lavoro sia universalmente noto per gli scatti iconici che illustrarono la copertina dell’album “Heroes”- in pochi sanno che la relazione tra Bowie e Sukita si è negli anni trasformata in una relazione di amicizia che ha dato vita a un vero e proprio sodalizio tra i due artisti, nonché a scatti intimi e quotidiani che verranno presentati, alcuni per la prima volta, da Ono arte. 


Skeleton of Graf Zeppelin, Friedrichshafen, 1928, Germany Modern Digital Print © E.O. Hoppé Estate Collection / Curatorial Assistance

Altra tappa imprescinbile se andate a Bologna è quella al Mast dove, fino al 3 maggio, saranno ospitati gli scatti di E.O. Hoppé. Il Mast, appena fuori dal centro ma facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici, vale già di per sé una visita. Se a questo poi si aggiunge il fatto che quella di Hoppé è un'anteprima tutta italiana che permette di scoprire un fotografo poco conosciuto ma uno dei primi che hanno ispirato, nei primi anni del Nocevento, altri notissimi nomi della fotografia, si intuisce che questa è una mostra che vale la pena andare a vedere. L'esposizione, curata da Urs Stahel, raccoglie oltre 200 opere sull'industria e il lavoro, tutte foto scattate tra il 1912 e il 1937, che si alternano a ritratti e reportage. Una vera chicca per chi ama gli scatti d'epoca e per chi è appassionato di fotografia o professionista del settore (che in un unico posto può scoprire il lavoro immenso di un artista che difficilmente si potrebbe ammirare) e con una sorpresa prima dell'uscita: una camera oscura in cui sono proiettate decine e decine di fotografie uniche di Hoppé.


Framing Reep

Un'altra chicca è la mostra “Framing Edward Reep” all'istituto Parri (via Sant’Isaia, 18) omaggio al pittore di guerra americano Edward Reep. In mostra -fino al 9 maggio- le immagini fotografiche che Reep scattò durante la discesa delle truppe alleate dall’Appennino verso Bologna e nei giorni della Liberazione della città. Si tratta di fotografie assolutamente inedite e mostrate per la prima volta a Bologna, frutto dello sviluppo di rullini ritrovati recentemente tra le carte di Edward Reep. La mostra in realtà sarà allestita in due sedi distinte. Nel cortile di Palazzo d’Accursio verranno esposte le fotografie scattate da Reep nei giorni della Liberazione di Bologna, tra il 21 e il 28 aprile del 1945 mentre all’istituto Parri, invece, troveranno sistemazione le fotografie realizzate durante il viaggio del soldato americano al seguito della 5° Armata dall’Appennino alla città, immagini accompagnate dalle pagine del suo diario personale, e i disegni frutto di quell’esperienza.


Maurits Cornelis Escher
Emblemata IV, Aquilone, 1935 Xilografia, 42x36x0,06 cm Collezione Giudiceandrea Federico All M.C. Escher works © 2015 The M.C. Escher Company. All rights reserved www.mcescher.com

Ultima mostra che vi consiglio di andare a vedere è “Escher” a Palazzo Albergati (via Saragozza, 28). Qui fino al 19 luglio saranno esposte oltre 150 opere dell'incisore e grafico olandese, mago nell’iper suggestione del disegno. La mostra racconta attraverso le opere di Escher la compenetrazione di mondi simultanei, il continuo passaggio tra oggetti tridimensionali e bidimensionali, ma anche le ricerche della Gestalt - la corrente sulla psicologia della forma incentrata sui temi della percezione -, le implicazioni matematiche e geometriche della sua arte, le leggi della percezione visiva e l’eco della sua opera nella società del tempo. Un'esposizione che permette di “giocare” e sperimentare in prima persona le illusioni ottiche e gli inganni visivi a cui inducono le opere.

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