Paola Bisconti
Anam
30 Aprile Apr 2015 1324 30 aprile 2015

I giorni della nepente

È un esperimento stilistico quello impiegato da Matteo Pascoletti in “I giorni della nepente. Una storia tossica” edito da Effequ che sorprende e si lascia apprezzare. In questo suo primo romanzo, il giovane scrittore perugino esorcizza alcune morbosità del popolo del  web, dei guardoni dei talk o peggio ancora di chi fa informazione quando accade un increscioso fatto di cronaca nera.

La rapidità con la quale circolano alcune notizie e la repentinità nel commentarle ravvisa un malessere sociale diffuso soprattutto sui social dove si da sfogo a pensieri beceri che andrebbero censurati ma che in questo testo riacquistano un interessante punto di vista dal quale soffermarsi.

“I giorni della nepente” risulta accattivante sin dalla copertina che nella sua essenzialità grafica si presenta di grande impatto visivo: su uno sfondo bianco compaiono dei corpi neri frananti in una cavità che non lascia scorgere nulla oltre all’inesorabile vuoto perché forse è questo quello che si prova quando si succhia il nettare della nepente e lo stordimento è così forte da non reggere più a nulla. È come se si perdesse l’equilibrio dell’esistenza stessa e tutto andasse a rotoli.

La trama infatti ci racconta qualcosa di simile e nel romanzo ritroviamo un tossico che uccide una pensionata, l’assassino però a sua volta viene ucciso dal figlio della donna. Il fatto accaduto in una domenica di settembre da adito ad un coro di voci che si inalberano in una sequenza spasmodica di commenti come se l’unica vera finalità di tutto ciò sia scaricare le proprie frustrazioni.

Ognuno dei personaggi presentato da Matteo Pascoletti racchiude in sé una crudele dannazione dettata da una serie di attitudini luciferine che è come se si rispecchiassero nella scrittura spietata e audace, capace nel suo fascino di non dare scampo a compassionevoli pietismi ma che offre in toto la durezza della vita in tutte le sue contraddittorietà. Il dolore si mescola alla disperazione; la pazzia va a braccetto con la speranza; la rabbia e il terrore lottano tra loro; l’oblio sprofonda nella superbia finchè la luce non si schianta nel buio. 

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