Nicole Di Ilio
The ®esistance
20 Maggio Mag 2015 0042 19 maggio 2015

Cari pensionati, la pagherete cara


Renzi

Siamo arrivati al secondo capitolo. Dopo il “Bonus 80 euro”, ora arriva il “Bonus Poletti”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, al lancio della sentenza della Corte costituzionale sul mancato adeguamento dei trattamenti previdenziali al costo della vita che era stato deciso dal governo Monti, gioca il jolly. Lamossa del premier consentirà a 3 milioni e 700 mila pensionati di ricevere, dal primo agosto, un rimborso una tantum per i due anni di mancata indicizzazione (2012-2013). Insomma, dal Palazzo dicono che «nessun pensionato perderà un centesimo». Ma la restituzione dei due anni di pregresso,ingiustamente trattenuto dallo Stato,non avverrà equamente. Non tutti potranno ingrassareil portafoglio: a conti fatti la mancetta di massimo 750 euro la riceveranno i lavoratori a riposo con un assegno lordo compreso fra i 1.500 e i 3.000 euro al mese. Più precisamente i pensionati riceveranno, in un’unica soluzione, somme comprese tra i 278 euro netti (fascia tra i 2.500 e i 3.000 euro lordi al mese), fino a un massimo di 750 euro netti (fascia tra i 1.500 e i 2.000 euro lordi al mese). In panchina chi ha assegni oltre i 3.000 euro lordi: circa 650.000 persone. Il governo, infatti, ha deciso di spendere il meno possibile: ha messo sul piatto un totale di 2 miliardi e 180 milioni di euro. Dunque, non restituirà per intero i 18 miliardi di mancata indicizzazione. «Un rimborso totale sarebbe impossibile, significherebbe tagliare la scuola, il sociale e le strade», si giustifica Renzi. E, per ora, il costo dell’operazione è addebitato al tanto famigerato “tesoretto” del Def: «Ci sono due miliardi che mi ero tenuto per le misure contro la povertà», ha detto Matteo, con la coda tra le gambe e le orecchie basse di chi non li vorrebbe spendere per non rimanere a bocca asciutta. Cari pensionati, se non l'aveste capito, grazie a Renzie la pagherete cara. Per voi, solo briciole.

Ora sorge spontanea una domanda. Dopo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la Legge Fornero, tutti i pensionati che hanno subito le conseguenze di tale legge non  dovrebbero essere risarciti dei soldi perduti? La risposta è una e una sola: sì. Ma nel paese dei furbetti guai a cedere all’intransigenza di una disposizione. Roba da deboli. E Matteo, ovviamente, non lo è. Così, per non destare alcun dubbio, Renzi, domenica pomeriggio, comodamente seduto a “casa” Giletti, ha provato a raggirare la beffa. Ospite all'Arena, su Rai 1, il premier ha promesso soldi e ricercato consensi, proprio a due settimane dalle elezioni europee, così come aveva fatto l'anno scorso con l'annuncio degli 80 euro. Insomma, pensa di tenere buoni gli italiani. E pure l'Europa.   

Intanto la soluzione individuata dal governo per uscire dal pasticcio delle pensioni scontenta quasi tutti. E la squadra degli esclusi non ci sta a restare in panchina. «La perequazione non è un privilegio, ma un diritto di tutti i pensionati italiani. Daremo battaglia», tuona arrabbiato il “capitano” Silvestre Bartolini, presidente della Cida. E non è l'unico. La Cisl reputa la risposta del governo «inadeguata e insufficiente». La Uil giudica gli interventi  non in grado di rispondere «a nessuna delle indicazioni contenute nella sentenza della Consulta». La Cigl attacca: «Non basta un bonus una tantum per sanare gli arretrati». Renzi riuscirà a tenere a bada l'ira di sindacati, consumatori e opposizione? Una cosa è certa: pioveranno ricorsi. 

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