Andrea Cinalli
Serialità ignorata
22 Maggio Mag 2015 1157 22 maggio 2015

"Secrets and Lies", i segreti di un buon giallo

Omicidio, folli vicini di casa e malcontenti domestici: così la Abc americana, guardando ai cugini australiani, ha costruito il mystery di successo

Sei un papà di famiglia rispettato. Deambulando per il quartiere il dirimpettaio ti indirizza cenni di saluto, il gruppuscolo di ragazzi che si raccoglie nel parchetto locale schiamazza al tuo passaggio memore delle bricconate in cui ti esibisci per suscitarne lazzi e cachinni, il bimbo che scaglia il quotidiano sulla porta di casa ti rivolge un 'buongiorno' inghirlandato da un sorriso birbonesco, la tua professionalità è ampiamente riconosciuta e il tuo contatto rimbalza di cliente in cliente rimpinguando il conto bancario.

Ma se in una fosca mattinata, col cielo trapuntato di nubi temporalesche, ti avventurassi nel boschetto - nel completino di pantaloncini e T-shirt - per la corsetta quotidiana e rinvenissi il cadavere del figlio dei vicini, stai certo che il quadretto dorato nel quale la tua figura è incistata finirebbe squassata sotto i colpi delle malelingue e delle dicerie. Perché in fronte ti campeggerebbe il marchio dell'assassino. E a nulla varrebbero i tentativi di biffarlo. Non servirebbero le chiose catturate dalle onnipresenti telecamere. Tantomeno attecchirebbe l'ardita ricerca di indizi per scagionarsi.

Davvero un periodo gravido di preoccupazioni, quello che Ben Crawford (Ryan Philippe), protagonista del murder mystery ABC "Secret and Lies" si trova a fronteggiare. La moglie non gli accorda più la fiducia di un tempo, insidiata dall'infedeltà venuta a galla, e pure la prole, che nei primi episodi vorrebbe accostarglisi, paventa che i sospetti rinfocolati da retroscena via via più definiti assurgano a verità.  Ma non sono le uniche preoccupazioni che zavorrano il vivere cotidie del pater familias. Non appena varca l'ingresso di casa, si staglia sempre il figurino della detective Andrea Cornell (Juliette Lewis). Una dall'espressione arcigna, la labbra atteggiate a una smorfia di malcelata riprovazione. Una che comunica con chiarezza quali sospetti ribollono nella mente fredda e calcolatrice e che guardinga aspetta solo che incespichi, che commetta quel passo falso per le dovute autorizzazioni a strozzargli i polsi con le manette e confinarlo in una cella del dipartimento, in attesa di un processo che sancisca la definitiva chiusura del caso. Saccheggiando modelli young-adult che, seppure non sfolgorino come successi di critica (e il riferimento è al mystery "Pretty Little Liars"), non manca neppure uno stalker che cerca di incastrare il brav'uomo, piazzandogli l'arma - ancora lorda del sangue della vittima - nel bagagliaio dell'auto.

Tutti gli elementi per la costruzione di un impianto mystery che non scricchioli dopo una manciata di episodi sono al loro posto. Tutte le caratterizzazioni sono bilanciate: al caparbio paparino che non si lascia sommergere dalle illazioni che divampano in tv e in strada si contrappone una detective votata alla giustizia che, pur battendo una pista, ha sempre bene in vista l'amplissimo ventaglio di possibilità che spianerebbe la strada alla risoluzione; alla moglie dallo spirito lacerato, incapace di frantumare la barriera del tradimento che la separa dal coniuge, si oppone la madre della vittima, rea di aver intrattenuto il rapporto extra-coniugale col protagonista.

Una partita ben orchestrata, quella disputata nel prime-time della domenica sera sulla rete Abc, dove personaggi, drammi e intrecci hanno sopraffatto il popolo divanato, scampando al pericolo della cancellazione: una settimana fa, durante gli Upfronts del network, è stato diramato l'annuncio della promozione al secondo ciclo.

Ma le regole del gioco non le ha elaborate la caposcrittrice, Barbie Kligman. Arrivano dritte dalla terra dei canguri, dove con il succinto formato dei 6 episodi, "Secrets and Lies" ha sfavillato sulla rete Ten. Certo, la Kligman ci ha messo del suo. Coadiuvata da un nutrito team di collaboratori, ha pennellato storie che si smarcassero dall'effige del 'remake shot for shot' stramazzando in un annacquato intruglio narrativo che sfoggiasse medesime dinamiche e turning point. Come è accaduto ai cugini della Fox, che incassano il fiasco con "Gracepoint", rifacimento del mystery-evento britannico "Broadchurch".

E le trame, seppur inscritte nel filone del murder mystery, a fronte del clamore destato da "The Killing", "Veronica Mars", "True Detective", "Pretty Little Liars" e il redivivo "Twin Peaks", sono coronate da una prospettiva originale: il racconto di un'indagine per omicidio attraverso gli occhi di un padre gravato dalle accuse. A riprova del fatto che i segreti del titolo attengono all'arcana ricetta che Shonda Rhimes - che l'ha pasciuta ai tempi di "Private Practice" - ha passato all'accolita Kligman: esplorare un punto di vista poco frequentato. Ma che resti un bisbiglio fra le righe del blog, perché qualora carezzasse la ribalta dei saperi consolidati, la Rhimes potrebbe propendere per una rivalsa delittuosa. Doctor Dempsey docet.

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