Andrea Cinalli
Serialità ignorata
29 Maggio Mag 2015 1018 29 maggio 2015

"Grace and Frankie", amiche per le corna

Amiche/nemiche sotto lo stesso tetto dopo il coming-out dei mariti. E' "Grace and Frankie", la nuova comedy targata Netflix

Due donne dalle personalità divergenti. Che già a guardarle diresti non abbiano nulla in comune. Grace (Jane Fonda) è una donna raffinata e azzimata, mai una volta che si presentasse con un ciuffo ribelle a danzarle impunemente sulla fronte. Frankie (Lily Tomlin) è una tipa libertina, una che da adolescente piroettava sui prati in fiori decantando le amenità di cui il Signore ci ha fatto dono.

Due donne i cui cammini di vita paiono destinati a non incrociarsi mai. Poi i rispettivi consorti, due brillanti avvocati, decidono di fare squadra per non soccombere agli urti della crisi che sferza ogni settore. E loro, benché nolenti, sono portate a condividere il tavolo al ristorante nelle occasioni di festa, a scambiarsi occhiate furtive, scagliarsi contumelie velate, a levare in alto i calici, ad abbozzare saluti di circostanza che, in altri frangenti, magari incontrandosi casualmente per strada, avrebbero lesinato.

Quale evento finisce per legarle indissolubilmente, arrivando a condividere un appartamento in riva all'oceano? Il divorzio dei coniugi settantenni che, a fronte delle attenzioni mediatiche accordate alla comunità Lgbt e di conseguenza delle aperture politiche ai diritti civili, decidono di balzare - mano nella mano - nella vivificante luce del sole, dissipando le tenebre dei segreti che li maceravano giorno dopo giorno.

E' inesplorato, il sentiero per il quale piega "Grace and Frankie", la comedy targata Netflix debuttata con tutti i tredici episodi lo scorso 8 maggio. Sì, siamo avvezzi alla trattazione di amicizie claudicanti fra membri del gentil sesso, ma che a spintonarle l'una al cospetto dell'altra sia un escamotage narrativo - che da escamotage assurge a pingue storyline da vivisezionare episodio dopo episodio - che concerne uno dei temi più dibattuti sulla stampa internazionale, è fatto insolito. Segno del ménage à trois che cinema, letteratura e giornalismo vanno ingaggiando su teleschermi e laptop.

Scopo dell'autrice, Marta Kauffman - che affida le sue chiose a Entertainment Weekly - è che si valichi il confine dello scandalo, che ancora oggi - seppur scalfito - resta in piedi granitico. Quando sfiorano l'orecchio storie di uomini che abbandonano il focolare domestico per rifarsi una vita con un compagno, è raro che gli ascoltatori non strabuzzino gli occhi e non si producano in esclamazioni di sorpresa, pur dichiarandosi di larghe vedute. Non solo: sarebbe davvero gratificante - prosegue - se gli spettatori comprendessero l'amore viscerale che unisce i due settantenni e accantonassero le frecciatine velenose di cui, sopraffatti dalla mestizia per le due ex mogli ora coinquiline, si tenderebbe a crivellarli.

Progetto ambizioso, "Grace and Frankie". E il taglio comico prescelto, a riprova della leggerezza delle trame che non indulgono nel melò né ruzzolano nel dramma, certo aiuta al conseguimento degli obiettivi autoriali. Perché esplodessero risa fragorose, Kauffman e soci hanno messo a punto due minuziosi profili psicologici che scandagliano ogni fronte sentimentale e professionale visitato dalle vite peregrine fra gli United States brulicanti di offerte lavorative. Tutto questo attraverso fiumi di parole che, in quanto confinati nella "series bible", non arriveranno mai sotto i nostri occhi. Solo produttori, cast tecnico e artistico hanno potuto bearsene. Noi possiamo osservarli mentre prendono vita nell'inquadratura, mentre fioriscono in alternanze sceniche fra picchi comici e diverbi famigliari più prossimi al 'drama'.

Pari premure creative vengono riservate ai personaggi di contorno. La scaltrezza della primogenita di Grace e il rapporto burrascoso fra le secondogenita e il figlio di Frankie - che veleggia verso i floridi lidi della liason - non sono sub-stories impiastricciate da un giovane autore che per non incorrere nel pericolo di attenzioni calanti vorrebbe conferire alla minestra un sapore aggiunto. Ma sono frammenti narrativi - ricomposti con l'incedere episodico in quadretti dettagliati - che ben si sposano con le compagne narrative gergalmente designate come "trama A" e "trama B".

Alla fine, dalle corna sboccia l'amore per un racconto cesellato.

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