Silvia Parmeggiani
TrebarraA
23 Giugno Giu 2015 0919 23 giugno 2015

Tre mostre fotografiche per capire come cambia Milano.

Come cambia, com'è cambiata e come cambierà Milano sembra uno dei concept più gettonati di questa stagione. E ogni galleria milanese lo propone a modo proprio con mostre fotografiche che offrono un excursus storico, sociale, economico, architettonico e paesaggistico davvero diverso l'uno dalle altre.


Cantieri expo ©Thomas Pagani

E' una Milano che si evolve, dagli anni Cinquanta ad Expo, quella proposta ad esempio a Linke. che attraverso la testimonianza e le immagini di quattro fotografi (Virgilio Carnisio, Andrea Mariani, Thomas Pagani e Luca Rotondo) puntano a raccontare una grande metamorfosi andando a ricercare anche i legami col passato. In “Milano: storia e metamorfosi di un territorio” (curata da Roberta Levi e promossa dall'associazione culturale MiCiAp – MilanoCittàAperta) troviamo infatti il racconto di una massiccia e rapida mutazione territoriale ed edilizia.


Gianni Berengo Gardin, casa di ringhiera, anni Settanta

In “Ieri Oggi Milano 2015”, invece, lo spazio Oberdan si concentra sul cambiamento storico e sociale con le fotografie delle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea.

Si tratta di un insieme di 170 fotografie e opere video, dal secondo Dopoguerra ai giorni nostri, di più di 40 autori italiani e stranieri (tra cui Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Federico Patellani, Thomas Struth) che raccontano quei grandi mutamenti che hanno cambiato il volto della città sia dal punto di vista urbanistico (dalle macerie e le baracche del dopoguerra alle periferie in crescita, le fabbriche, i grandi cantieri contemporanei, il nuovo volto della città che si fa metropoli) che socio-economico (la Milano operaia, le famiglie, i giovani, le donne, la borghesia) e culturale (i personaggi del mondo dell’arte, del design, dell’architettura, del cinema).


Giuseppe Fanizza, cantiere Expo ottobre 2012

Infine il nuovo spazio di Forma Meravigli ospiterà 6 progetti (Archivio, On The Spot, Pak Map, Baranzà, Sinfonie Urbane ed Expo) realizzati da Exposed Project ovvero un lavoro di ricerca che prende avvio a Milano nel 2011 dall’esigenza condivisa da un gruppo di fotografi, artisti, videomaker e ricercatori per testimoniare le trasformazioni urbane, sociali ed economiche in atto nella città in occasione di un grande evento come Expo 2015. Un lavoro collettivo in progressiva crescita che coinvolgerà più persone possibili anche nella sede di Forma Meravigli che diventerà un luogo di riflessione permanente sull’identità e sulle trasformazioni di Milano, un osservatorio dinamico sulla città in grado di captare i nuovi sguardi sul territorio e restituire in tempo reale i mutamenti sociali e culturali.

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