Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
24 Giugno Giu 2015 1144 24 giugno 2015

Anestesia UE. Novoe Myshlenie a Talk Soviet24, ma il PD è neoliberista (2 di 2).

Ecco la parte seconda dell'anestesia UE, naturalmente di Matteo Laurenti. Ne seguira' una terza...grazie, Matteo!

Questo mondo potrebbe avermi reso cieco. Ma il Signore mi ha fatto vedere. Non interferire. Non puoi vincere.

Raccomandate l'anima al vostro Creatore: Sono venuto ad annientarvi. Anche perché ne ho le palle piene. (letterale dall'inglese – Sono venuto qua masticare gomma da masticare e prendervi a calci nel culo. Anche perché sono “fuori” come una gomma da masticare)

(Dall'alto: Il predicatore afro, cieco; Holly Thompson e John Nada. Essi Vivono (They Live); J. Carpenter, 1988)

1984 o 1987?

Con considerazione del redattore al 1985.

Resoconto della rubrica post TG di Talk Soviet24, apparsa su Canale Unico a reti unificate del 12 ottobre 1987, “Problemi ricerche soluzioni”. Tema della rubrica (open mic) “Scienze sociali e Perestrojka”.

Ospiti in Studio: Gheorghij Smirnov; Alexander Samsonov; Abel Aganbeghian; Tatiana Zaslavskaja; Veniamin Kakovlev; Nikolaj Lapin. Moderatore del talk e quindi della rubrica: Lev Voznesenskij. (...)

Moderatore: Bene, abbiamo già una chiamata in linea. Pronto? Pronto salve mi sentite? Certo, la sentiamo perfettamente, ci dica il suo nome e la domanda che vuole fare ai nostri ospiti.

Cittadino sovietico: Bene, sono il cittadino Bulatov e chiamo da Sverdlovsk, sugli Urali. Volevo chiedere perché in Russia non si fa un'inchiesta sull'opinione pubblica?

M: Ottimo, chi vuole rispondere al cittadino Bulatov? Chi se la sente? Ma, risponderei io. Lei dottoressa Zaslavskaja? Ottimo, prego.

TZ: Nella nuova situazione creata dalla ristrutturazione (perestrojka), la sociologia può assumere un significato particolare. Dalla società in ristrutturazione possiamo risalire all'oggetto, a quei settori del potere chiamati a realizzare direttamente la ristrutturazione. E dunque, le inchieste sull'opinione pubblica acquistano un enorme interesse perché potranno rivelarci come la gente, specie sul posto di lavoro, accoglie le novità introdotte, se queste novità arrivano alla base in forma distorta e si imbattono in resistenze di determinati gruppi. In passato ciò non è avvenuto: c'erano sì delle inchieste ma non abbracciavano tutti i ceti e tutte le regioni. Adesso si sta creando presso il Consiglio centrale dei sindacati e presso il Comitato statale per il lavoro e le questioni sociali, un centro per lo studio dell'opinione pubblica.

M: Penso che sia giunta l'ora di mettere in campo la nostra artiglieria pesante, l'economia. Abbiamo una telefonata per lei professor Aganbenghian. Chi abbiamo in linea?

Cs: Salve, sai tre cittadini di Vilnius, Lituania, i cittadini Gajddys, Radoshis e Eritas, volevamo chiedere al professor Aganbenghian cosa ne pensa della proposta di realizzare il calcolo economico a livello delle repubbliche federate?

AA: Mah, cittadini, penso innanzitutto, che bisogna intensificare il legame tra il contributo di ciascuna repubblica all'economia del paese e la quantità di risorse che rimangono in questa determinata repubblica per il consumo della popolazione. Ma parlare di un calcolo economico, come quello che si usa per le aziende, mi pare poco opportuno. Le repubbliche si trovano a livelli diversi nello sviluppo economico e sarebbe sbagliato procedere verso una atomizzazione. Sono appena rientrato dalla Jugoslavia e anche lì, dove esiste un grande attivismo nell'autofinanziamento, i compagni (cittadini ndr.) pensano di intensificare il processo di integrazione statale.

M: Molto bene, ora un attimo la linea al TG delle 14.00 (ora di Mosca) e poi riprenderemo con le vostre chiamate. Non ve ne andate. E se lo fate, chiudete bene la porta della vostra kommulnaka quando uscite, altrimenti quando ritornate per la seconda parte, vi ritrovate la casa occupata. A dopo.

Ogni volta che un Impero implode come l'Impero Galattico, tutto quello che gli sta intorno, oltre che all'interno, viene risucchiato in un flusso temporale liquido e vischioso di eventi, a causa di un non sempre disponibile Impero, o entità similari per volume politico e storico, che con il suo peso riesca a sostituire il vuoto lasciato dall'Impero stesso. Il peso politico dell'Impero o entità similare sostituente deve essere simile al peso dell'Impero che implode su se stesso. Oltre l'Impero Galattico, durante il conflitto che lo vedeva impegnato tra l'altro contro il Vietnam del Nord (con Cambogia e Laos), imploso nonostante avesse a disposizione una notevole strategia di distruzione mutua assicurata come la Morte Nera I, si potrebbe fare l'esempio dell'Impero romano (ovviamente), ma anche del Commonwealth britannico e dell'Impero sovietico. Al contrario si può portare all'attenzione come esempi ancora stabili, l'Impero cinese e la Federal Reserve (fino ad ora). La parabola di un Impero, soprattutto nel periodo moderno dopo l'espulsione di Dio dalla storia dovuta all'intellighenzia europea, nasce per prassi ma non necessariamente per vocazione, da una Repubblica instauratasi a sua volta dal nulla o da un Impero precedente, a seguito di una rivoluzione sullo stato delle insoddisfacenti pratiche politiche in vigore in essa. La Repubblica dopo una necessaria controrivoluzione che la giustifica, come un incendio appiccato per spegnere le polveri incendiarie della rivoluzione giustifica un rogo, va a stabilizzarsi politicamente ed economicamente con un patto legislativo (vedere art scorso 1 di 2). Una Repubblica che funziona, per prassi e vocazione, viene riconosciuta dai suoi cittadini con il tributo che la natura mette a disposizione della legislazione di una buona politica. I cittadini prolificano altri cittadini, facendoli venire al mondo, cioè nella Repubblica. Più essa è governata bene, più i cittadini si sentono motivati a riconoscerla prolificandosi tra di loro. Quindi, l'Assemblea della Repubblica ad un certo punto, si trova improvvisamente a metà parabola verso l'Impero.

Per garantire il medesimo riconoscimento (o patto) in maniera continua, ha bisogno infatti di nuove risorse, nuove materie prime, un nuovo mercato per esercitare la propria economia e quindi, nuova forza lavoro. La Repubblica si espande. E più si espande, più i propri apparati che la gestiscono hanno bisogno di una politica che li supporti nell'esercizio della loro funzione di logistica, pensiero e servizi delle nuove esigenze. Tutto questo finché i cittadini hanno una garanzia. Credito. E tutti i diritti-doveri ad esso collegati. Se viene a mancare questa unico fattore/garanzia, i cittadini si sentono dapprima trascurati e poi quindi frustrati. Iniziano a vedere l'esistente in maniera diversa a parità di visibilità.

Cambia il loro sguardo. E quindi cambiano le cose. Questo diverso modo di vedere conduce ad un diverso modo di pensare e alcuni membri degli apparati che sostenevano il pensiero della Repubblica, iniziano a diversificare il loro pensiero, dirigendolo non più verso l'Assemblea, ma bensì verso i cittadini. Compare quindi persino l'idea che siano i cittadini stessi ad essere l'effetto ultimo dell'Impero e non più la sua causa. Questa idea in politica si può definire democrazia o socialismo o comunismo o socialdemocrazia (a linee essenziali. I Laburisti da un mese a questa parte sono difficilmente reperibili). Uno sguardo dettagliato sulla storia può chiarire la parabola Repubblica-Impero, con però una variante alla fine dell'Impero. Esattamente come l'implosione dello stesso di cui sopra.

25 febbraio 1985; Mosca. C'è stato un momento e un preciso luogo nella storia recente in cui, un “nuovo modo di pensare” l'economia, la politica, lo Stato, ovvero una riforma economica, (spending review) sosteneva a chiare lettere di proibire la cancellazione del debito alle imprese statalizzate e/o pubbliche, da parte dello Stato stesso, per garantire ai lavoratori un reddito più sostenibile.

Ovvero, in cambio della possibilità che l'azienda potesse anche fallire; (come diritto-dovere del libero mercato), nel momento in cui essa non avesse investito in un piano industriale a medio lungo termine e in cui la creazione rigidamente controllata dagli organi ministeriali dello Stato di nuovi posti di lavoro si fosse intromessa senza una giustificata prova delle necessità delle assunzioni, incidendo quindi sfavorevolmente sul piano industriale e portando uno svantaggio agli investimenti (rinnovamento tecnologico e industriale della azienda stessa insieme alla riduzione dei costi di produzione), si cercava a sua volta di eliminare la causa principale della stagnazione in busta paga degli operai. Cioè l'estensione verticale politica sulla libera impresa. Laddove lo Stato si incaricava per primo di coprire i debiti con fondi statali distribuiti a pioggia, alle imprese sotto il suo controllo (tutte). Una riforma che puntava ad una autonomia imprenditoriale con meno vincoli normativi statali, che indicava il quoziente proporzionale dello sviluppo salariale garantito al lavoratore non in un circuito imprenditoriale chiuso ed emulativo ma bensì aperto ad una competizione. Certo più cooperativamente attiva che concorrenziale ma comunque contestualizzata in un confronto paritetico con un mercato libero senza chiedere autorizzazione ai ministeri dello Stato ma al massimo alle banche delle cooperative. Questo nuovo di pensare nel 1985 venne chiamato Novoe Myshlenie. Che in russo vuole dire: “Nuovo modo di pensare”. Appunto. Il momento è stato il XXVII congresso del Pcus. Terminato il 6 marzo dello stesso anno. Nella parabola di tre anni dal 1985 al 1987, l'Ottobre russo, nella sua Rivoluzione bolscevica, raggiunge nel suo flusso spazio temporale parallelo il traguardo dei 70 anni di vita.

Ora, proviamo a vedere la stessa cosa dall'angolazione opposta. Ovvero, un mercato libero che già possiede gli elementi di una novoe myshlenie e che da essa prova ad espandersi parabolicamente come Impero in continua espansione.

25 ottobre 1985; Hill Valley (California, USA) A causa di un attacco libico, ingaggiato come rappresaglia in merito a un furto di plutonio per scopi scientifici (plutonio sottratto agli stessi cittadini libici residenti in territorio americano), a Hill Valley un cittadino americano a bordo di una DeLorean, a causa della morte improvvisa dello scienziato ladro con cui aveva intrapreso degli esperimenti, per mano dei libici armati, scappando da questi ultimi per salvarsi, incappa in uno sbalzo del flusso spazio temporale, canalizzato come esperimento, anche grazie al plutonio rubato alla Libia, che lo porta prima nel 5 novembre 1955 e successivamente al 21 ottobre 2015 (prima di ricongiungersi per poi tornare indietro di un secolo al 1885).

L'espansione dell'Impero, mediante un atto politico di rappresaglia interna, invade lo spazio tempo, prendendone possesso attraverso il metodo esplorativo-scientifico. Il momento è stato Ritorno al Futuro (Back to the future di Robert Zemeckis, Bob Gale, 1985). 

Che conclusione dunque bisogna trarre, in merito a questi 2 precisi esempi documentati nello stesso anno, ma in condizioni di credito differenti dei cittadini nei confronti dei rispettivi Imperi? Cercando poi di trarne una sintesi in merito alla abortita parabola della UE e quindi del PD italiano in essa inserito?

E' quello che scriverò nel prossimo articolo. E' meglio torto dalla parte delle Banche o ragione contro di loro? Per intanto la seconda parte è terminata. Quindi linea alla Rubrica di Talk Soviet24 per la fine della seconda ed ultima parte.

M: Perfetto, eccoci. Cosa? A ok, mi dicono che abbiamo un cittadino in linea dall'Ucraina con una ottima questione al servizio pubblico che stiamo dando ai cittadini tutti. Una domanda sulla Nep e il compagno cittadino Lenin. Prego cittadino Planicenko, da dove ci sta chiamando?

Cs: Buongiorno, chiamo da Zaporozhie. Ucraina l'ha già detto lei cittadino Voznesenskij. Dunque, volevo sapere dai suoi ospiti in trasmissione se esistono ragioni oggettive per cui Lenin è riuscito ad evitare grossi errori nella direzione del paese. Ritenete che sia stato il solo tra i dirigenti del passato? Primo. E secondo, volevo anche sapere se è proprio necessario che la situazione di un paese dipenda da un solo uomo?

Gheorghij Smirnov: Risponderei io al cittadino Planicenko.

M: Me lo aspettavo e me lo auguravo cittadino Smirnov.

GS: La domanda non orienta correttamente i telespettatori. Lenin ha sottolineato, più di qualsiasi altro che fare una cosa così grande, realizzare uno Stato così, non è stato possibile senza errori. E lui stesso riconosceva che si erano fatti molti errori nei primi mesi e nei primi anni della Rivoluzione. Questa è una verità elementare. Lo Stato dipende da un solo uomo? E' una domanda un po' complicata. Sappiamo che ci sono stati periodi particolari, per esempio quello del culto della personalità. E certo si potrebbe parlare anche di altri periodi. L'attuale periodo della ristrutturazione è legato ad un intenso lavoro di tutti i nostri dirigenti ma, d'altro canto, sappiamo che non ci può essere alcuna direzione senza una leadership. Un leader è tale perché interviene attivamente, mentre avere una direzione collegiale significa che ciascuno contribuisce con il proprio sforzo alla causa comune.

M: Aganbeghian i prezzi? Glielo vuole chiedere lei cittadino militare Frolov, dato che è in linea diretta al suo telefono?

Cittadino militare sovietico: Molto volentieri cittadino moderatore. Il mio nome è Nikolai Frolov. Militare in forza attiva. Cittadino Aganbenghian, come influisce il processo della formazione dei prezzi sulla ristrutturazione? Bisogna cambiare radicalmente sistema?

AA: Nella riforma della gestione le imprese devono passare al sistema della quattro A. Autonomia, autofinanziamento, autorendimento e autogestione. La maggior parte della produzione sarà direttamente ordinata dal consumatore così l'impresa potrà stabilire cosa produrre e cosa no. Su cosa dovrà basarsi il consumatore nella scelta delle aziende e su cosa dovranno basarsi le aziende per la produzione di certi prodotti? Uno dei principali criteri sarà il profitto. Tutto dipenderà dal profitto proveniente dal calcolo economico aziendale da cui dipenderà anche l'entità del salario ed il fondo per i premi di produzione. Di conseguenza tutto questo sarà il risultato del prezzo la cui funzione cresce bruscamente. Attualmente i prezzi di singoli gruppi di prodotti vengono riveduti molto raramente. Il sistema dei prezzi è oltremodo burocratizzato e centralizzato, non tiene conto della domanda e dell'offerta. Il Plenum di giugno del comitato centrale ha già deciso di effettuare una riforma del sistema dei prezzi. Sarà forse per la prima volta una riforma globale che investirà tutti i tipi dei prezzi: all'ingrosso, nell'industria, quelli delle tariffe, quelli per la produzione agricola, al dettaglio. Ma sarà riformato anche lo stesso ordine di formazione dei prezzi. I prezzi stabiliti dall'alto, in maniera centralizzata, saranno limitati ai prodotti più importanti ma anch'essi non saranno stabiliti arbitrariamente. Bensì si terrà conto dei costi socialmente utili ed anche dei prezzi mondiali. Ci saranno prezzi “concordati” e prezzi “liberi”. Posso dire che i cambiamenti saranno forti e seri ma ciò avverrà non prima degli anni 89-90. Perché è necessario un grande lavoro preparatorio. La riforma dei prezzi, infatti è una della colonne su cui poggerà l'intero sistema di gestione. E' una questione chiave. L'ha detto Gorbaciov al Plenum di giugno: bisogna coinvolgere in questo tutti i nostri uomini migliori.

M: Scusi, Aganbenghian, forse è necessaria precisazione sui prezzi liberi. Sì, saranno liberi ma nelle condizioni dell'economia socialista questi prezzi non possono sfuggire al controllo dello Stato, anche se questo controllo e’ più o meno rigido, più o meno flessibile.

AA: Sa, quando diciamo prezzi “concordati” e prezzi “liberi” non intendiamo dire arbitrari. Si tratta della formazione di prezzi nella misura in cui la produzione sarà subordinata agli obiettivi di soddisfacimento dei bisogni sociali. Quando l'impresa produrrà sulla base delle ordinazioni del consumatore, questi diventerà il controllore principale. Certo, lei ha perfettamente ragione: la funzione di controllo dello Stato non può venire meno (…)

[Estratto da Mosca, “Perestrojka” sugli schermi TV, Sergio Sergi, in Se vince Gorbaciov, L'Unità S.p.a 1987. Tutti gli interventi sono reali. Quelli nell'ordine degli ospiti che han parlato; dir dell'Ist. Marxismo leninismo; l'economista e la sociologa. Con insieme chi non ha parlato, sempre in ordine; capo dell'Ist di storia dell'Accademia delle Scienze, il giurista e il filosofo. Così come è reale il moderatore e i cittadini sovietici al telefono. Tutto il resto è inserito da redattore dell'articolo che ha commentato il 1985 per Giovine Europa Now].

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