Francesco Floris
Occident Ex-Press
24 Giugno Giu 2015 1605 24 giugno 2015

"Il tabacco si prende cura dei suoi uomini". La Commissione europea pure

Karel De Gucht è un nome che in Italia non dice molto: politico belga, 61 anni, ex Ministro degli Esteri del proprio Paese, segretario del partito VLD – i Liberali e Democratici Fiamminghi – ex Commissario europeo per la cooperazione internazionale con la prima Commissione Barroso, Commissario europeo per il Commercio nella seconda e in questa veste negoziatore, oltre che ferreo sostenitore, del TTIP – il partenariato di libero scambio tra Stati Uniti ed Unione Europea portato avanti in trattativa segreta – fino all'ottobre del 2014, quando avvenne il passaggio di consegne con la Commissione Juncker.

Nel suo passato politico un paio di inchieste giudiziarie, tutte archiviate: un'accusa per aver sottratto al fisco belga 1.2 milioni di euro realizzati da plusvalenze sulla vendita di azioni di una società assicurativa, soldi con cui De Gucht avrebbe acquistato la sua casa per le vacanze in Toscana; nel novembre del 2008 venne accusato – mentre era Ministro degli Esteri – di insider trading per il salvataggio della banca Fortis da parte del governo belga.

Più importante del suo passato è il suo futuro: venerdì 18 marzo 2015 con una riunione di prima mattina, la Commissione Europea al gran completo ha deciso di accogliere la richiesta di De Gucht di diventare professore di diritto europeo presso laVrije Universiteit Brussel e anche membro del Managment Board della Belgacom – la più importante società di telecomunicazione del Belgio, controllata a maggioranza del 53% dallo Stato.

Belgacom non è iscritta al registro per la trasparenza delle lobby europee – anche se è iscritta Proximus, una delle controllate – e tuttavia è un membro della European Telecommunications Networks Opertor's Association (ETNO), un gruppo di pressione in materia di telecomunicazioni. Belgacom controlla anche Skynet, società che a più riprese ha incontrato De Gucht durante le trattative per il TTIP: il 17 aprile 2013 per discutere i problemi relativi al diritto di proprietà intellettuale – poche settimane prima che iniziassero i negoziati con Washington.

Il settore telecomunicazioni è proprio quello dove si è consumata la rottura all'interno delle varie anime dell'Unione: la Francia, gelosa custode della propria industria culturale, non ha accettato di liberalizzare completamente il proprio mercato audio-visivo per poi vedere registi, attori, scenografi e cameraman in piazza contro l'arrivo di Netflix o altri colossi statunitensi.

Il 15 aprile 2015 un'altra richiesta di Karel De Gucht viene accolta dalla Commissione Europea: l'ex Commissario al commercio si vede approvare la domanda per entrare a far parte del board di CVC Capital Partner come European Advisory. La CVC è una società finanziaria che si occupa di Private Equity e hedge founds con sede a Londra, g estisce capitali per oltre 300 fra istituzioni, governi e investitori privati, il cui valore di mercato supera i 40 miliardi di dollari. Anche la CVC Capital Partner non è iscritta al registro per la trasparenza delle lobby europee.

Mr. De Gucht ha anche informato la Commissione di essere azionista al 10% della società di gestione patrimoniale Merit Capital NV – informazione che aveva comunicato a Bruxelles, nella sua “dichiarazione d'interessi” prima di essere nominato membro della Commissione – funzione che adesso vorrebbe riprendere.

In entrambi questi casi la Commissione non ha ravvisato estremi di violazione dell'articolo 245(2) del TFEU (il Trattato di funzionamento dell'Unione Europea) o del Codice di Condotta per i commissari.

La Commissione etica ad hoc che doveva esprimersi sul nuovo incarico del De Gucht scrive: “Si potrebbe discutere sul fatto che l'attività di Mr. De Gucht come Commissario al commercio negli accordi di scambio con vari Paesi del mondo gli abbia fatto acquisire una posizione privilegiata nelle strategie negoziali dell'Unione […] Questi elementi potrebbero suggerire un profilo di incompatibilità rispetto al paragrafo 1.2 del Codice di Condotta per i Commissari. Tuttavia questi elementi sono di pubblico dominio e interessano un contesto legale di mercato […] Di fatto gli operatori rimangono esposti alle condizioni concorrenziali di mercato ed è difficile vedere come il ruolo passato di Mr. De Gucht o le sue conoscenze possano creare privilegi o vantaggi speciali per la CVC Partners o per se stesso”.

La Commissione conclude la sua relazione sostenendo che i rischi paventati sono comunque “troppo remoti”.

Gli ex commissari hanno peraltro diritto a una generosa “buonuscita” per i 36 mesi successivi alla fine del proprio mandato, pari a una forbice fra il 40% e il 65% dell'ultimo stipendio oltre a un'indennità transitoria che prevede fino a un massimo di 9000€ al mese, proprio per consentire agli ex funzionari di non dover trovare immediatamente un nuovo lavoro, evitando così conflitti d'interesse.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook