Paola Bisconti
Anam
28 Giugno Giu 2015 1322 28 giugno 2015

Intervista a Salvo Sottile, autore del thriller "Cruel"

Sabato 27 giugno, presso la Galleria di Palazzo Ducale di Cavallino, in provincia di Lecce, si è svolta la presentazione del nuovo romanzo di Salvo Sottile “Cruel” edito da Mondadori. Alla presenza del sindaco, avv. Michele Lombardi, e dell’assessore alla cultura, onorevole Gaetano Gorgoni, il numeroso pubblico ha accolto il noto giornalista televisivo, conduttore di celebri programmi sia in Rai che in Mediaset, che insieme al collega Mauro Giliberti, il professore Pier Luigi Portaluri e Alessandra Pizzi, organizzatrice dell’atteso appuntamento, hanno illustrato l’avvincente romanzo.

“Cruel” è un thriller a tinte forti ambientato a Roma che una mattina si sveglia con la notizia di un omicidio atroce. Una giovane studentessa universitaria è stata ritrovata morta dentro un ex ospedale psichiatrico abbandonato. I dettagli dell’omicidio sono cruenti, al commissario che indaga sul caso spetta un compito arduo. Sulle tracce dell'assassino c’è anche un giornalista inviato di un settimanale molto famoso diretto da uno psichiatra particolarmente carismatico. Con questo libro Salvo Sottile riporta la sua scaltra conoscenza del mondo della cronaca nera, maturata negli anni di esperienza giornalistica.

Poco prima della presentazione ho avuto il piacere e l‘onore di intervistarlo.

In una nota del suo libro, ha scritto “Che poi la vita è tutta una questione di treni afferrati e persi”. Scrivere questo libro per lei è stato come aver preso un treno? Cosa si aspetta da questa nuova avventura letteraria?

Menzionando la storia dei treni ho voluto rendere omaggio a mio nonno perché io sono cresciuto in una stazione ferroviaria in un paese della provincia di Palermo. Provengo da una famiglia molto umile e mentre i miei genitori erano impegnati a lavorare io trascorrevo delle giornate intere con mio nonno in questa stazione ferroviaria di Cefalù. Così ho deciso di usare questa metafora dei treni che passano per fare riferimento alla vita che non si riesce mai ad afferrare, a cogliere soprattutto quando ci sono storie di cronaca nera che si raccontano. “Cruel” è un romanzo in cui non c’è una verità o forse ce ne sono tante. Tutti tentano di arrivarci per primi, ma nessuno ci riesce. Forse non riesce a raggiungerla neanche il lettore o perlomeno finchè non giunge all’ultima pagina del libro. Il romanzo che è un giallo ha con sè un mistero da risolvere pertanto l’abilità dello scrittore sta nel confondere un po’ anche il lettore e spero di esserci riuscito.

Da piccolo lei sognava di fare il ferroviario, come suo nonno. Oggi dopo il successo da giornalista televisivo si ritrova nel Sud Italia, nella sua terra d’origine, a presentare il suo libro. Cosa pensa sia rimasto immutato di questa terra che tanto affascina poeti, scrittori, registi, ecc.?

Sicuramente la Puglia come la Sicilia è una terra di mare, di vento. Fra di loro hanno molte somiglianze. Ed essendo la Sicilia una regione bagnata da due mari riesce ad ispirare perché il racconto di ogni scrittore si rifà un po’ alle persone che si incontrano nella vita. Credo che il segreto di queste terre sia il fatto che diano la possibilità a ognuno di noi di poter scrivere storie corali in cui predomina il sentimento, le emozioni che sono dentro di noi.

Quando si raccontano storie drammatiche, il pubblico composto sia da telespettatori che di lettori sembra essere particolarmente attratto. Quale pensa sia la vera ragione? Può essere esclusivamente una morbosa curiosità o c’è dell’altro che ci sfugge?

No, non credo sia solo curiosità. Credo che sia qualcosa che si rifà alle favole, come un fatto ancestrale. È come se ritornassimo bambini, quando ascoltavamo storia nelle quali avevamo bisogno di individuare il cattivo. Questo accade anche nelle storie di cronaca nera. Abbiamo sempre bisogno di focalizzare un colpevole, un carnefice anche se poi nel momento in cui lo riconosciamo non ci fa più paura. 

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