Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
2 Luglio Lug 2015 0822 02 luglio 2015

Parla l'Ambasciatore dell'Italia in Kazakhstan

Giovine Europa Now ha il piacere (e l'onore) di intervistare l'Ambasciatore della Repubblica ad Astana (Kazakhstan), Dottor Stefano Ravagnan. Grazie per l'intervista e buona lettura! 

1. Buongiorno Ambasciatore. Potrebbe brevemente descriverci il Suo percorso professionale, fino alla nomina in Kazakhstan?

Sono passato dall’Universita’ al Ministero degli Esteri, nel 1993, dopo aver seguito per un anno un corso di preparazione. Ho iniziato all’allora Direzione Affari Politici nell’ufficio che si occupava in primo luogo della crisi bosniaca. Dal 1996 al 2000 sono stato Console a Izmir, un’esperienza molto interessante anche perche’ sono stati anni di profondi cambiamenti in Turchia. Poi all’Ambasciata a Rabat fino al luglio 2004, altra esperienza molto stimolante in un Paese a fortissima presenza francese dove l’Italia riesce a mantenere buone posizioni. Rientrato al Ministero mi sono occupato per 5 anni delle relazioni bilaterali con i Paesi dell’Europa meridionale, dal Portogallo a Cipro, passando per Spagna, Francia, Grecia, Turchia, fino a Santa Sede, Malta e San Marino. Con ciascuno abbiamo relazioni molto intense e articolate, in alcuni casi si e’ trattato di organizzare Vertici bilaterali, in altri di negoziare accordi nei piu’ svariati settori. Poi l’offerta di Consigliere Politico a Mosca, un deciso cambio rispetto al percorso mediterraneo che avevo seguito fino al momento. A Mosca sono stati altri 5 anni molto interessanti e che mi hanno lasciato un ricordo indelebile, per la forza e peculiarieta’ del mondo russo, per la complessita’ delle questioni politiche, per l’intensita’ dei rapporti con l’Italia. A Mosca mi occupavo anche di Asia Centrale e il passaggio ad Astana e’ stato quasi naturale, anche se la posizione di Ambasciatore segna una profonda differenza, trattandosi di un impegno quotidiano anche nella gestione e ottimizzazione di risorse scarse rispetto agli obiettivi da conseguire.

2. Il Kazakhstan e’ molto corteggiato per le proprie risorse minerarie ed energetiche; ed una posizione geopoliticamente strategica. E’ d’accordo? 3. Come vede lo sviluppo economico e politico del Kazakhstan, al di la’ del petrolio e dei fantasiosi grattacieli di Astana? 

Sicuramente il Kazakhstan e’ uno dei protagonisti sulla scena energetica mondiale e, nel nostro caso specifico, uno dei Paesi di riferimento per l’ENI, con quanto ne consegue anche in termini di indotto industriale per le nostre imprese del settore, che infatti sono numerose nell’area del Caspio ed esprimono un’eccellenza che forse non e’ sufficientemente nota in Italia.

Il settore energetico mondiale e’ peraltro sottoposto a profondi cambiamenti  e i Paesi produttori come il Kazakhstan sono ben consapevoli che occorre uscire dalla dipendenza dall’export di idrocarburi, l’attuale calo delle quotazioni ha reso piu’ urgente tale priorita’.

In queste settimane il Presidente Nazarbayev ha presentato i “100 passi” per realizzare le grandi riforme che ha posto come obiettivo del suo nuovo mandato. Consiglio di leggerli per capire la profondita’ dei cambiamenti previsti, nel settore amministrativo, sociale ed economico.

In sostanza il Paese e’ chiamato ad integrare il suo modello di sviluppo economico puntando  innanzi tutto sulla valorizzazione dell’enorme potenziale agricolo. Vi sono grandi estensioni di terreno spesso sotto-utilizzate, per farlo e’ prevista la privatizzazione dei terreni, funzionale allo sviluppo di una nuova classe di agricoltori, con quanto ne segue anche sul piano sociale.

In secondo luogo si tratta di sfruttare la collocazione geografica del Paese per metterne a frutto il potenziale di transito – terrestre, aereo e navale – lungo la direttrice Cina-Europa. Cio’ richiede enormi investimenti nel settore delle infrastrutture, con l’apporto di capitali stranieri e internazionali.

Infine il terziario, con il progetto di un centro finanziario ad Astana che abbia a modello quello di Dubai.

4. Un tempo neanche lontano qui c’era l’impero russo, seguito dall’Unione Sovietica. Come sono le relazioni odierne tra Kazakhstan e Russia? 

Sono sicuramente relazioni privilegiate sotto ogni profilo, benche’ il Kazakhstan tenga molto alla dimensione multivettoriale in politica estera, avendo stretto partenariati strategici con Stati Uniti, Cina, Unione Europea e alcuni suoi membri, Italia inclusa. Dal 2009 Russia e Kazakhstan sono in un’Unione Doganale divenuta a gennaio Unione Economica Euro-asiatica. Un progetto di integrazione economica che per alcuni aspetti guarda al modello UE e da ultimo esteso al Kyrgyzstan. In risposta a chi lo considera una sorta di riedizione dell’Urss il Kazakhstan sottolinea che il progetto ha una valenza esclusivamente economica. Vi e’ poi la dimensione linguistica e culturale, il kazako e’ la lingua dello Stato ma il russo mantiene statuto di lingua lingua ufficiale  e l’insegnamento scolastico avviene in kazako, russo e inglese e va ricordata la presenza di una rilevante minoranza russa in buona parte residente nel Nord del Paese.

5. A est di Astana c’e’ la Repubblica Popolare Cinese. Quanto il gigante asiatico sta cambiando l’economia e la politica kazakhstane, e dell’Asia centrale in genere? 6. Come si stanno organizzando Cina e Russia, i due ‘grandi vicini’? Si va verso una divisione del lavoro, o una qualche forma di scontro?  7. Gli USA dove sono finiti? In Asia centrale erano entrati molto presto all’epoca di Clinton... 

La crescita della presenza cinese in Asia Centrale e’ un dato di fatto incontestabile e si svolge in primo luogo sul piano economico. I Cinesi sono passati dalla fase di acquisizione delle materie prime a quella di una presenza diretta con industrie che vengono delocalizzate e investimenti nel settore delle infrastrutture.

Il potenziale economico cinese e’ enormemente superiore a quello russo e a lungo si e’ parlato di una divisione del lavoro, a Mosca la sicurezza, a Pechino l’economia. Lo scenario e’ in rapido cambiamento ed e’ ancora presto per valutare quale sara’ l’impatto in termini geo-politici dell’Unione Euro-asiatica, che rappresenta anche un tentativo russo di riaffermare il proprio ruolo economico in Asia Centrale, e quali le conseguenze del forte avvicinamento russo-cinese a fronte della crisi nei rapporti tra Mosca e l’Occidente.

Quanto agli Stati Uniti, la percezione diffusa in Asia Centrale e’ che con la fine dell’operazione in Afghanistan intendano mantenere un profilo meno elevato nella Regione a fronte di altre priorita’; una percezione smentita da Washington, sara’ comunque interessante vederne i posizionamenti rispetto a quanto sta avvenendo in questa Regione.

8. Quanto all’Italia, quali sono gli aspetti principali delle sue relazioni con Astana?  

 La componente energetica e’ stata a lungo quella dominante e la presenza dell’ENI sin dall’indipendenza del Paese e’ qui molto apprezzata.  Con il tempo e con la crescita economica kazaka i rapporti sono passati ad una fase di maggiore diversificazione, sia sul piano economico che allargandosi ad altri settori. Rilevo ad esempio il gran numero di collaborazioni in atto tra le Universita’ dei due Paesi, il consistente flusso di turisti kazaki nel nostro Paese, il successo delle nostre iniziative culturali qui.  Possiamo contare su una diffusa simpatia nei confronti dell’Italia e sull’apprezzamento per le nostre realizzazioni in campo tecnologico, credo spetti ora al nostro mondo imprenditoriale sapere adattare la propria offerte ai nuovi parametri di sviluppo del Paese - che chiede investimenti, trasferimenti di tecnologie, formazione di personale  - e far fronte ad una concorrenza che e’ sempre piu’ agguerrita.  Sicuramente le potenzialita’ sono molto rilevanti dal settore agricolo (meccanizzazione, filiere produttive di carne e latte), a quello dei materiali da costruzione alle grandi infrastrutture e rilevo come siano quasi quotidiane le richieste di informazioni o manifestazioni di interesse che riceviamo dalle nostre aziende. 

9. Tra gli altri paesi UE, chi ha una forte presenza economica, culturale, o politica in Astana? 

La Germania e’ il piu’ rilevante tra i partners UE, va anche ricordato che qui risiedeva una forte comunita’ di origini tedesche e i contatti anche politici tra i due Paesi sono intensi. Noi manteniamo la seconda posizione, tallonati dalla Francia, molto attiva anche sul piano della promozione linguistica. Sia la Germania che la Francia, a differenza nostra,  sono presenti con propri Centri culturali e ad Almaty hanno promosso la costituzione di Universita’ miste.

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