Alessandro Paris
Margini
5 Luglio Lug 2015 0816 05 luglio 2015

Fammi indovinare. Tu devi essere... Serse

Nella rappresentazione filmica, con queste parole Leonida approccia l’imperatore persiano che scende dal carro falcato camminando sulla schiena dei suoi schiavi. Mentre scrivo, è in corso il Referendum in Grecia. Il pragmatismo imporrebbe una scelta di campo precisa, relegando al «velleitarismo non lucido», minato da un atteggiamento martirologico-testominiale, ogni opzione differente. 

E chi, come me, non è economista, sa bene che esistono dispositivi teorici volti a rafforzare questo invito, silenziando ogni discorso divergente con lo sbuffo professorale che infine si traduce nel: «Taccciano gli ignoranti».

 Il fatto cbe ogni fuga in avanti nell’immaginario si scontri con l’imperativo dell’inemendabilità del reale, dove le forze sovrastanti sembrano imporre l’habitus della governa-mentalità vincente (e vincerà anche questa volta, nessun dubbio, qualunque sia l'esito del referendum), è un prodotto dello stesso piano di immanenza. Ma anche quest’ultima considerazione è un truismo.

Ci si chiede solo, sommessamente, da che parte sia la «lucidità realista», confutando il dominio della rassegnazione come unico argomento, e opponendogli, magari, l’altrettanto inemendabile argomento della rassegnazione al quadrato, che insegnò Bartleby the Scrivener: I would prefer not to.

Ci si chiede solamente, alla fine, se sia ancora possibile chieder-si ancora solamente.

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