Luca Rinaldi
Pizza Connection
9 Luglio Lug 2015 1106 09 luglio 2015

Perché il governo italiano deve riferire sulla vicenda Hacking Team

Sembra evidente che la politica italiana non abbia compreso la portata della vicenda Hacking Team, azienda italiana specializzata nella vendita di software per spiare computer. La valanga dichiaratoria cui siamo abituati allo scatenarsi di ogni minimo parapiglia politico, per Hacking Team invece non è partita. Tuttavia il governo è tenuto a rispondere almeno riguardo un aspetto emerso dal leak che ha coinvolto l'azienda italiana e che ha fatto finire on-line 400gigabyte di dati dell'azienda stessa. Il quesito è quello posto dalla parlamentare del gruppo dei liberaldemocratici, Marietje Schaake, «I documenti pubblicati online suggeriscono che l’azienda avrebbe venduto il suo malware Remote Control System (RCS) al governo sudanese nel 2012, e avrebbe ricevuto a marzo 2015 un pagamento per i suoi servizi da Kvant, produttore di radar militari controllato dal governo russo», scrive Schaake nella sua lettere indirizzata alla commissione Ue.

«Se così fosse - prosegue - avrebbe violato il regime europeo di sanzioni sul Sudan e la Russia (…). La Commissione europea crede o no che Hacking Team abbia violato il suo sistema di sanzioni?. Ed è stata informata dal governo italiano - prosegue la lettera - dell’esistenza di una qualche precedente autorizzazione per permettere ad Hacking Team di esportare in Sudan e Russia?».

Se il governo non ha un opinione sull'accaduto e sull'operato di Hacking Team, dovrà almeno riferire su quanto esposto dalla Schaake, in particolare riguardo l'autorizzazione o meno sull'esportazione in Sudan e Russia.

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