Alessandro Da Rold
Portineria Milano
23 Luglio Lug 2015 1638 23 luglio 2015

I russi devono ancora 2,6 milioni di euro alle imprese italiane per il Padiglione di Expo. E non vogliono pagare

Il mancato pagamento di quasi due e milioni e mezzo di euro, ma soprattutto neppure il coraggio di presentarsi in regione Lombardia per discutere della questione e trovare una soluzine. E’ noto già da qualche mese che le imprese italiane che hanno lavorato per realizzare in tempo il Padiglione della Russia a Expo 2015 non sono state pagate. Sin da quando il presidente Vladimir Putin venne in visita a Milano ai primi di giugno. Accuse di non aver finito i lavori, problemi su problemi, sta di fatto che da mesi chi ha lavorato alla costruzione del Padiglione non ha ancora visto il saldo dei pagamenti Si parlava di un milione di euro, in realtà il buco sarebbe maggiore, perché «ad oggi dei 7,4 milioni di euro che avrebbero dovuto essere corrisposti alle imprese italiane, ne sono stati pagati solo 4,8». Tra le società costruttrici figurano Catena Services, Coiver Contract, Ges. Co. Mont, Idealstile, Elios Ambiente, Mia Infissi, Vivai Mandelli, Sech Costruzioni Spa e Sforazzini.

E giovedì 23 luglio in regione Lombardia, durante la seduta della Commissione Attività Produttive e Occupazione con le imprese interessate - richiesta da Carolina Toia consigliere regionale del gruppo consiliare “Maroni Presidente - «si è avuto la conferma che la Rvs Holding, appaltatore del committente RT-Expo srl, ha deciso di evitare l’incontro con gli imprenditori».  Per questo motivo, spiega il consigliere lombardo «la IV Commissione consiliare nei prossimi giorni invierà una lettera alla società Expo per organizzare un incontro con Rvs Holding, chiedendo anche il motivo dell’assenza in audizione». Nel caso in cui anche questo non andrà in porto, spiega Toia « presenteremo una mozione in Consiglio regionale, che siamo certi troverà l’appoggio di tutte le forze politiche».

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