Piero Cecchinato
Specchi e allodole
23 Luglio Lug 2015 1255 23 luglio 2015

Papà, perché quei due signori si baciano?

(foto di Stefano Bertolino per Quotidiano Piemontese - licenza CC)

(SPOILER: alla fine dell’articolo sveliamo un segreto che potrà riappacificare tutti gli estremismi sul tema).

- Ti prego, fa’ che mio figlio non mi chieda mai: “Papà, perché quei due signori si baciano?”. Che imbarazzo. Che voltastomaco.
- Imbarazzo? Perché?  
- In che senso perché?

L'IRRAZIONALITA' DEL DIBATTITO

Avverto forte e chiara la componente irrazionale che è in ognuno di noi prendere il sopravvento di fronte a questioni come quella delle unioni civili. C’è qualcosa di atavico, di istintivo, che porta ad incerte arrampicate sugli specchi, a sterili petizioni di principio, ad astrusi ragionamenti ed anche ad improbabili letture collettive di libri.

I cattolici arrivano ad assurdità che non necessitano di commenti, come quella per cui lo Stato dovrebbe “occuparsi con la sua spesa pubblica solo di ciò che consente la continuità della specie umana” (tagliassero le spese per i forestali della Sicilia allora!).

Alcuni liberali gridano invece ad una nuova invasione dello Stato nella sfera privata e denunciano che le unioni di fatto andrebbero a discapito di terzi (come nel caso del subentro nel contratto d’affitto del partner in caso di morte) o della collettività (con la reversibilità della pensione).

Altri si appellano ai diritti individuali (il diritto di vivere con chi si vuole, in particolare), spiegando che non serve alcun riconoscimento di “diritti di coppia”.

Dunque, lasciando stare per un attimo i cattolici dogmatici (per un attimo, perché poi torniamo a rivolgerci anche a loro), mi pare che se il problema è la statualizzazione dei rapporti, ben si potrebbe cancellare lo stesso istituto del matrimonio. Vorrei allora sentirlo dire forte.

Quanto al subentro automatico nel contratto d’affitto in caso di morte del partner (che è ciò che accade alle coppie sposate), non vedo davvero alcuna lesione dei diritti del terzo proprietario dell’immobile. Anzi. Siccome il subentro non implica l’abbuono del canone (che continuerà a dover essere pagato), da proprietario mi sentirei sollevato all’idea di non dover fare un nuovo contratto da tassare con nuova imposta di registro o di non dover cercare un nuovo inquilino.     

Quanto ai costi che la collettività verrebbe chiamata ad accollarsi per la pensione di reversibilità in favore del partner sopravvissuto, non si tratterebbe affatto dell’ammontare esorbitante denunciato con una sorprendente preoccupazione per i conti pubblici da quale politico, ma di diversi milioni di euro in meno.

Infine, quanto al fatto che i diritti riguarderebbero solo la sfera individuale, perché allora ammettiamo al contempo l'esistenza di “diritti di coppia” nel matrimonio?

UNA MORALE INTUIZIONISTA

Insomma, alla fine si arriva sempre ad un punto di contraddizione logica che può essere superato solo con artifizi piuttosto irrazionali. Ciò perché il dibattito è minato da una forte morale intuizionista, che si annida nel nostro inconscio e che viene prima del ragionamento. Una morale “di pancia”, al cui servizio si pone la ragione stessa, una morale quale quella studiata ad esempio da Jonathan Haidt, professore di Psicologia Morale alla New York University.

Haidt ha dimostrato come vi siano dei tabù che la gente, con propria stessa sorpresa, non sa giustificare. Famoso il questionario su un fratello e una sorella che, con tutte le protezioni del caso (pillola e preservativo), decidono di fare l’amore. Secondo Haidt nessuno è mai riuscito a spiegare in maniera razionale perché lo ritenesse sbagliato.

La morale così intesa risulta più che altro il frutto del costume e della tradizione in cui viviamo. Il frutto di una lunga costruzione sociale. Ciò spiega anche perché la morale non sia una categoria assoluta, ma variegata. Perché ciò che appare giusto e naturale in certe comunità (come ad esempio la poligamia), non lo sia invece in altre.

In questo senso l’Italia rimane un paese del sud, intriso di morale cattolica, ancorché spesso inconsapevole. Non è del resto un caso che paesi del nord Europa di morale protestante si rivelino molto più aperti sui diritti civili.

LA TUTELA DELLA SPECIE COME RAGIONE ULTIMA

La ragione ultima che i più, nel nostro sistema morale, invocano per dirsi contrari alle unioni civili è la tutela della specie o comunque l'incoraggiamento della crescita della curva demografica. Una tutela riservata alla sola famiglia cosiddetta naturale, troverebbe la sua giustificazione come incentivo alla natalità (che in un paese in calo demografico come il nostro è un problema sotto tantissimi aspetti, a cominciare da quelli macroeconomici). 

Da questo punto di vista, però, non c’è tanto da osservare che un sacco di coppie procreano al di fuori di un matrimonio o che al matrimonio ammettiamo anche coppie sterili o in età avanzata, quanto che l’incoraggiamento della natalità nella famiglia c.d. naturale non trova affatto ostacolo nel riconoscimento di unioni civili fra persone dello stesso sesso.   

E a chi obbietta che la reversibilità delle pensioni nelle unioni civili sotrarrebbe risorse da dedicare alle famiglie c.d. naturali, ben si potrebbe replicare che è discriminante che un omosessuale debba pagare con le tasse il privilegio della reversibilità in favore di coppie di sesso diverso che, diversamente da lui, possono accedere al matrimonio.

Insomma, in molte prese di posizione mi sembra di vedere un pregiudizio morale quando non un indefinibile timore irrazionale.

IL SEGRETO

Per questo mi sento di svelare un segreto. Un segreto che rasserenerà tutti voi che non riuscite a liberarvi di questa strana sensazione che vi fa sentire in imbarazzo ed al contempo in pericolo come specie, società ed individui. Qualcosa che a voi tutti che avete a cuore la sopravvivenza della razza umana, ma che poi ve ne fregate inquinando il pianeta o più semplicemente non intervenendo sui diritti quesiti che si fanno diritti rubati al futuro dei vostri figli, qualcosa che a voi tutti consentirà finalmente di riacquistare un po’ di serenità interiore.

Non ci sarà più bisogno di inventarsi supremazie di diritti individuali che alla fine possono manifestarsi solo in quanto diritti di coppia, non ci sarà più bisogno di schierarsi contro la step child adoption per bloccare un intero disegno di legge, di presentare 3.000 emendamenti o di criticare Papa Francesco anche quando si è ferventi cattolici.

Prima di svelarvi questo segreto, vi chiedo però un esercizio intimo di onestà. Un esercizio che riguarda solo voi e il vostro senso morale. Un esercizio in cui vi chiedo per un attimo di anteporre il ragionamento alla morale che sentite innata ed indiscutibile. Chiedetevi, in fondo, perché. Per quale ragione ultima ha davvero senso schierarsi contro le unioni civili? In fondo, che fastidio davvero mi danno? In cosa, esattamente, la mia libertà verrebbe pregiudicata?

Ora che vi siete posti la domanda vi svelo quel segreto.

Eccolo: l’omosessualità esiste da millenni, eppure in natura non prevale o comunque non intacca la crescita demografica della specie umana.

Ora potete stare tranquilli. Potete finalmente dirvi favorevoli alle unioni civili e consentire ad un omosessuale (ma anche ad un etero non sposato) di assistere il partner sul letto di morte in rianimazione senza intoppi burocratici.

L'UMILTA' MORALE DEI PAESI PROTESTANTI

A riprova di quanto giochi nel dibattito il nostro senso morale tutt'altro che protestante mi sembra utile citare le parole pronunciate da un conservatore come David Cameron nell’ottobre 2011 alla conferenza di partito in Manchester: “Una volta dissi che non è importante se l'impegno sia preso tra un uomo e una donna, una donna e un’altra donna, o tra un uomo e un altro uomo. E voi mi avete applaudito. A distanza di cinque anni ci stiamo interrogando sul riconoscimento del matrimonio gay. E a chi ha delle riserve dico: sì, si tratta di uguaglianza, ma si tratta anche di un'altra cosa: di impegno. I conservatori credono nei legami che ci uniscono; credono che la società sia più forte quando ci facciamo promesse solenni gli uni verso gli altri. Pertanto io non sostengo il matrimonio gay nonostante sia un conservatore. Sostengo il matrimonio gay perché sono un conservatore”.

E quando vostro figlio vi chiederà perché quei due signori si baciano, potrete rispondere senza timori: “perché si vogliono bene”.
Perché hanno un legame.
Di questo alla fine si tratta. Di rendere la nostra società stronger.
Non c'è retorica. C'è puro senso di realtà.

Piero Cecchinato

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook