Luca Rinaldi
Pizza Connection
23 Luglio Lug 2015 1634 23 luglio 2015

Se l'ad di Expo ha una parte di emolumenti legati a risultati che non si possono misurare

Voi fareste legare una parte variabile della vostra retribuzione ai risultati quando siete coscienti del fatto che quei risultati sono difficilmente misurabili? I più, probabilmente la totalità risponderà negativamente. Eppure è il caso dell'amministratore delegato di Expo Giuseppe Sala che quando si insedia alla guida della società nel 2010 al posto di Lucio Stanca si fa dare uno stipendio inferiore del 10% rispetto a quello di Stanca e accetta di legare una quota che non potra' superare i 130 mila euro lordi all'anno ai risultati. Insomma Sala prenderà 270mila euro lordi l'anno più questa parte variabile che non potrà superare i 130mila euro annui.

Da quando Expo è partito i dati sugli ingressi sono stati oggetto di un teatrino ai limiti del grottesco. Numeri che vanno e vengono e una querelle che si apre con Il Fatto Quotidiano che corregge i numeri di Sala: “Sala - scrive Il Fatto - ha dichiarato che a maggio erano 2,7 milioni, invece sono 1.927.600 (772.400 in meno). A giugno 3,3 milioni, invece sono 2.258.450 (1.041.550 in meno). I dati che pubblichiamo sono comunque “expottimisti”, perché i tornelli registrano democraticamente anche chi lavora nel sito, gli addetti ai padiglioni, i volontari, i vigilanti e gli omaggi: sono almeno 10 mila persone al giorno, circa 300 mila ingressi al mese. Tolte queste, i visitatori veri, quelli che pagano un biglietto, non sono più di 1,6 milioni a maggio e 1,9 a giugno: non più di 3,5 milioni nei primi due mesi di Expo”.

Sala: «La storia di un contatore degli ingressi sta solo nella testa di chi non è abituato a gestire»

Si pensi quello che si vuole su Sala, Il Fatto ed Expo e arriviamo a oggi. Palazzo Marino, a parlare è il presidente del Consiglio Comunale, Basilio Rizzo, voce sempre controcorrente anche all'interno della sua stessa maggioranza, tema gli ingressi in Expo e i dati che oscillano su e giù. «Se c'è questa incuria sugli ingressi, immaginiamoci sul tema della sicurezza». Sala non ci sta e replica: «Non accetto sentir parlare di incuria, questa cosa mi dà molto fastidio, visto che lavoro ogni giorno molte ore per il bene di Expo». Rizzo aveva chiesto precisazioni sul numero degli ingressi a Expo che a suo avviso dovrebbero essere conteggiati da tabulati. Sala aveva spiegato che i tabulati non sono attendibili: «La storia di un contatore degli ingressi sta solo nella testa di chi non è abituato a gestire».


Infografica de Il Fatto Quotidiano sui visitatori di Expo

Per non parlare delle risposte date davanti al cda. Scrive Gianni Barbacetto sul Fatto di questa mattina 23 luglio dopo la lettura dell'ultimo verbale di riunione: “La polemica del Fatto non mi riguarda”, dice. Poi spiega che con il caldo estivo i computer collegati ai tornelli vanno in tilt e non registrano più gli ingressi. E che la calura spesso impedisce anche la lettura elettronica del codice a barre sui ticket nei cellulari. Non solo: “In alcune fasce orarie”, spiega Sala, “quando le code ai tornelli si allungano, o quando arrivano scolaresche o gruppi numerosi, faccio sospendere l’obliterazione elettronica per rendere più veloci gli ingressi”. Conclusione: “I presenti non coincidono con i registrati”. Così nessuno saprà mai quanti sono davvero i visitatori di Expo. Per la cronaca i “tornelli intelligenti” sono costati la modica cifra di 4,8 milioni di euro: se basta il caldo per mandarli ko, qualcuno ce ne scampi.

Ora, come può un manager esperto come Sala, già direttore generale del Comune, accettare di legare una parte dei suoi emolumenti ai risultati, di cui gli ingressi al sito Expo fanno chiaramente parte integrante e imprescindibile, avendo la consapevolezza di non avere gli strumenti necessari a misurarli, questi risultati? Risultati che, per altro, non avendo dunque uno strumento a misurare gli ingressi c'è anche l'eventualità si calcolino su dati gonfiati. Dunque l'amministratore delegato implicitamente, e forse inconsapevolmente, ci fa sapere che i dati diffusi hanno una legittimità soltanto apparente. Si vedrà alla resa dei conti. Ma i conti quelli veri.

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