Gaetano Farina
Leggere il mondo
12 Agosto Ago 2015 1816 12 agosto 2015

Mimesis Pop

Non potevano mancare i Queen alla fiera letteraria dedicata ai fenomeni pop contemporanei; ci riferiamo, in particolare, a quella che ha permesso a Mimesis di attirare un pubblico di massa verso la sua attività editoriale normalmente di alto profilo accademico.

Divenuti popolarissimi qui in Italia solo dopo la scomparsa del loro frontman Freddie Mercury, anche i Queen, infatti, hanno conquistato un posto nella storia della cultura pop, sebbene abbiano provato mille sperimentazioni e maschere in vent’anni di carriera.
La violoncellista Paola Siragna - che sin dalle prime pagine ammette la propria ammirazione per la band britannica - ha voluto analizzare la cultura musicale e artistica di Mercury e soci in questo veloce libretto intitolato proprio “La Filosofia dei Queen” fra arte, teatralità ed eclettismo. In verità, rispetto ad altre espressioni musicali, non c’è molto da cogliere in senso filosofico dai Queen, dato che la loro opera non tende all’impegno civile, ma è assimilabile alla concezione estetica di “arte per arte” da cui deriva il maniacale perfezionismo della band, anche nei concerti dal vivo, che ha portato tutti e quattro i membri ad eccellere nei rispettivi campi di competenza. Diplomatosi in arte grafica, Freddie Mercury dedicò la vita all’arte in tutte le sue forme, specialmente quella pittorica oltre che a quella musicale, come testimoniano le sue costosissime collezioni di cimeli provenienti da tutto il mondo, in primis dal Giappone. Ai Queen e soprattutto a Freddie Mercury interessava offrire un prodotto consumabile sì dalle masse, ma perfettamente confezionato; “usa e getta”, ma curato in ogni dettaglio; adatto alla stagione, ma senza scadenza e senza età, tanto da accumulare un’impareggiabile quantità di hits, ognuna completamente differente dalle altre. A differenza della maggior parte degli artisti musicali, i Queen non hanno un sound riconoscibile; nella pomposità e, in certi casi, nell’eccesso, i Queen amano cambiare, sperimentare, contaminare e mischiare, pur non rinunciando mai ai riferimenti colti anche nella composizione testuale. E’, quindi, certamente più interessante inquadrare il fenomeno Queen dal punto di vista della poetica e della scelta artistica, considerato che il quartetto di Londra si è inventato un genere impossibile da emulare per le molteplici fonti di ispirazione, votato alla commistione di elementi apparentemente inconciliabili come rock e musica classica, che ha reso ogni canzone unica e inimitabile. Un’opera totale in cui si fondano - come scrive la Siragna, non nuova a testi sui Queen - poesia, musica, danza, arti visive e costumi scintillanti; magnificamente rappresentata dall’album “A Night at the Opera” (1975) che l’autrice prende a riferimento per la sua trattazione, e dall’inarrivabile “Bohemian Rhapsody” considerata, da molte classifiche, il miglior brano pop-rock di tutti i tempi e di cui “Innuendo” (dell’omonimo album uscito nel 1991 poco prima della morte di Freddie) diventerà la versione moderna o la prosecuzione.
Ciò detto, continua a trasparire un senso religioso dalla musica e dai testi di Freddie e compagni, che pare motivato dai contrasti interiori, dal turbamento spirituale del genere umano, da quella contrapposizione fra anima bianca (“white queen”) e anima nera (“black queen”) che Freddie Mercury riproduceva pure sui suoi costumi di scena.
Alla fine del suo lavoro, Paola Siragna propone una guida all’ “ascolto non convenzionale” dei Queen che noi riportiamo al fondo dell’articolo con qualche modifica dettata dai nostri gusti.

Prima dei Queen, altri campioni della musica leggera sotto finiti sotto la lente d’ingrandimento di Mimesis. Gli U2, Frank Zappa, Brian Eno e, ovviamente, Jim Morrison e suoi Doors che hanno fatto molto più che musica e avevano tanto da offrire non solo alla letteratura di genere: l’ovest, la poesia, lo sciamanesimo, il teatro. I Doors hanno dato un’idea diversa di America, hanno scandalizzato, ma soprattutto hanno aperto le porte di una nuova percezione della realtà.
Dal catalogo Mimesis vale la pena segnalare anche “Pink Freud. Psicoanalisi della canzone d'autore da Bob Dylan a Van De Sfroos” pubblicato nel 2013. Mentre sconsigliabile ai fan di Vasco Rossi è “Vasco, il Male”, uscito un anno prima, in cui si dà la colpa al rocker emiliano di aver proposto uno schema di pensiero per certi aspetti aberrante: un individualismo legato ad un Io narcisistico che pensa solo a se stesso. Secondo i due autori del volume - Alessandro Alfieri e Paolo Talanca -, Vasco ha proposto un'ideologia che ha messo alla berlina parole come cultura o impegno politico. Vasco è (esageratamente) il Male non perché incarna valori contrari a quelli del Bene, ma perché capovolgendoli nell'immaginario collettivo li ha fatti passare come Bene. E perchè la sua seconda parte di carriera vivrebbe di rendita sui successi della prima.

Numerosi titoli Mimesis sono dedicati anche al cinema e alla televisione di successo. Woody Allen, Stanley Kubrik, la saga degli X-Men, l’invasione della pornografia contemporanea, Quentin Tarantino, Blade Ranner, serie tv esportate in tutto il mondo come “I Sopranos” e “Breaking Bad” sono fenomeni che vengono analizzati criticamente utilizzando le categorie della sociologia, della psicologia o filosofia. Addirittura pure alla nostrana soap opera “Un Posto al Sole” è stato dedicato una sorta di pamphlet.

Col supporto dell’autore Enrico Cantino, Mimesis si è divertita ad esplorare anche il ricchissimo universo dei manga giapponesi riprodotti in cartoon con successo stellare soprattutto nel nostro Paese. L’ultimo viaggio proposto è quello che, sotto il titolo di “Da Heidi a Lady oscar. Le eroine delle anime al femminile”, ripercorre la strada delle eroine animate degli anni ‘80, quasi sempre orfanelle capaci di affrontare ogni sorta di ostacolo pur di affermare i propri ideali. Datata 2015 è anche la pubblicazione “Dall'incantevole Creamy a Pollon. Maghette e incantesimi nell'animazione giapponese” dove le protagoniste sono quelle famose streghette che provano ad aiutare la collettività grazie alla magia. Durante il loro apprendistato scoprono, però, che gli incantesimi sono un mezzo per imparare a conoscere se stessi e gli altri. Perché la stregoneria è soltanto la via più facile. Ma ci sono anche tanti eroi maschili. Per i nostalgici dei super-robot anni ‘80, Cantino propone “Da Goldrake a Supercar Gattiger. Dal semplice al complesso: tipologie di robottoni dell'animazione giapponese”, successivo a “Da Kenshiro a Sasuke. Gli anime guerrieri e il codice d'onore degli antichi samurai” dove si fa la carrellata dei guerrieri giapponesi che parlano e agiscono ispirandosi in tutto e per tutto all'antico codice d'onore non scritto dei samurai, vale a dire il Bushido. Questo lavoro analizza sinteticamente i protagonisti delle serie guerriere più famose: dal combattente post-atomico Kenshiro al piccolo ninja Sasuke. Passando attraverso Sailor Moon, la combattente che veste alla marinara. In un tripudio di tecniche stupefacenti e avversari sempre più potenti. In “Da Lamù a Kiss me Licia. Le dinamiche di coppia secondo l'animazione giapponese” Cantino ci accompagna, invece, nel mondo delle timidezze adolescenziali, tra le decine e decine di episodi necessari agli innamorati di queste serie per dichiararsi. E poi ci sono tutti gli eroi animati dello sport celebrati in “Da Mimì Ayuhara a Oliver Hutton. Gli anime sportivi e lo spirito di squadra”; per i giovani giapponesi, infatti, lo sport è una cosa seria, da eroi.

Mimesis propone in versione italiana anche la rilettura ideologica delle avventure dei Puffi da parte del giovane filosofo Antoine Bueno, che in Francia ha suscitato molte polemiche. Ne “Il Libro Nero dei Puffi” si presuppone, infatti, che il sistema di vita degli ometti blu creati da Peyo s’ispiri ad archetipi e ideali propri dei regimi totalitari: “in un villaggio collettivista dove l’iniziativa privata è vista con sospetto, Grande Puffo è Stalin e Quattrocchi il suo Trotzky. Oppure no, i puffi sono militanti hitleriani, un modello perfetto di società nazista guarda caso minacciata da un Gargamella che evoca l’“avido ebreo” della propaganda antisemita”.

L’autore Roberto Manzocco usa, infine, Dylan Dog e la filosofia contemporanea per proporre un percorso narrativo in cui affrontare tutte le situazioni “estreme” dell’esistenza: dall’assurdità della vita all’illusione dell’amore, dall’angoscia di fronte alla morte all’affannosa ricerca della verità, “fino a guardare nietzscheanamente nell’Abisso, con la speranza che quest’ultimo, in un momento di distrazione, non si accorga di noi”.

Insomma, il catalogo Mimesis si conferma come uno dei più prolifici nel panorama editoriale nostrano anche per ciò che concerne la disamina delle icone pop che hanno segnato la cultura occidentale degli ultimi quarant’anni.

QUEEN - ALTERNATIVE PLAYLIST

Qui in Italia, i Queen hanno riscosso il maggior successo commerciale immediatamente dopo la scomparsa di Freddie Mercury. Tanti giovani che, per ovvi motivi anagrafici, non hanno potuto seguire in “presa diretta” l’avventura del gruppo londinese, si sono dati da fare per recuperare tutti gli album incisi in studio e registrati dalle esibizioni live. Tanti altri che si sono limitati alle numerose raccolte e greatest hits e, quindi, ai principali successi commerciali dal 1973 al 1995.

Per quest’occasione, abbiamo deciso di proporre una playlist “alternativa” della musica dei Queen, che include brani meno conosciuti - se non sconosciuti per chi non è un cultore della rock band -, ma assolutamente imperdibili, se non migliori, in alcuni casi, delle hits più famose.

Accanto al titolo di ogni brano è indicato il nome del compositore, l’album di appartenenza e la data di uscita.

  • Keep Your Self Alive (May, Queen, 1973)
  • The Night Comes Down (May, Queen, 1973)
  • Father To Son (May, Queen II, 1974)
  • White Queen (As It Began) (May, Queen II, 1974)
  • The March Of The Black Queen (Mercury, Queen II, 1974)
  • In The Laps Of The Gods… Revisited (Mercury, Sheer Heart Attack, 1974)
  • ’39 (May, A Night At The Opera, 1975)
  • Tie Your Mother Down (May, A Day At The Races, 1976)
  • The Millionare Waltz (Mercury, A Day At The Races, 1976)
  • You And I (Deacon, A Day At The Races, 1976)
  • Teo Torriate (Let Us Cling Together) (May, A Day At The Races, 1976)
  • Spread Your Wings (Deacon, News Of The World, 1977)
  • Who Needs You (Deacon, News Of The World, 1977)
  • It’s Late (May, News Of The World, 1977)
  • My Melancholy Blues (Mercury, News Of The World, 1977)
  • Mustapha (Mercury, Jazz, 1978)
  • Jealousy (Mercury, Jazz, 1978)
  • Dreamer’s Ball (May, Jazz, 1978)
  • The Hero (May, Flash Gordon, 1980)
  • Soul Brother (Queen, B-side, 1981)
  • Back Chat (Deacon, Hot Space, 1982)
  • Action This Day (Taylor, Hot Space, 1982)
  • Life Is Real (Song For Lennon) (Mercury, Hot Space, 1982)
  • Las Palabras De Amor (The Words Of Love) (May, Hot Space, 1982)
  • Tear It Up (May, The Works, 1984)
  • Keep Passing The Open Windows (Mercury, The Works, 1984)
  • Thank God It’s Christmas (May-Taylor, B-side, 1984)
  • One Year Of Love (Deacon, A Kind Of Magic, 1986)
  • Pain Is So Close To Pleausure (Mercury-Deacon, A Kind Of Magic, 1986)
  • Gimme The Prize (May, A Kind Of Magic, 1986)
  • Princes Of The Universe (Mercury, A Kind Of Magic, 1986)
  • Was It All It Worth It (Queen, The Miracle, 1989)
  • My Life Has Been saved (Queen, B-side, 1989)
  • These Are The Days Of Our Lives (Queen, Innuendo, 1991)
  • It’s A Beautiful Day (Queen, Made in Heaven, 1995)
  • Made in Heaven (Mercury, Made in Heaven, 1995)
  • Let Me Live (Queen, Made in Heaven, 1995)
  • Heaven For Everyone (Taylor, Made in Heaven, 1995)
  • Too Much Love Will Kill You (May-Lamers-Musker, Made in Heaven, 1995)
  • A Winter’s Tale (Queen, Made in Heaven, 1995)
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