Alessandro Paris
Margini
19 Agosto Ago 2015 0845 19 agosto 2015

La nausea

«La miglior cosa sarebbe scrivere gli avvenimenti giorno per giorno. Tenere un diario per vederci chiaro. Non lasciar sfuggire le sfumature, i piccoli fatti anche se non sembrano avere alcuna importanza, e soprattutto classificarli. Bisogna dire come io vedo questa tavola, la via, le persone, il mio pacchetto di tabacco, poiché è questo che è cambiato. Occorre determinare l’estensione e la natura di questo cambiamento»

J.-P. Sartre, La nausea, incipit.

La nausée fu pubblicato nel 1938, il più filosofico  romanzo di Sartre, quasi una introduzione alla sua filosofia. Oppure il suo libro filosofico più riuscito tout-court? I francesi ebbero il loro Sein und Zeit qualche anno dopo, ma è indubbio che quando pubblicò il suo romanzo, L’être et le néant fosse in gestazione. Chissà perché oggi Sartre è così poco studiato, da noi. Eppure qui c’è qualcosa che può interessare molto, nel romanzo non meno che nel trattato. La descrizione, fatta per vederci chiaro, dell’unicità di una vita. La narrazione di sé come pratica filosofica…

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