Saro Capozzoli
Bussola cinese
3 Settembre Set 2015 0306 03 settembre 2015

Cina: una parata per ricordare e per cambiare pagina

Mentre assisto in TV alla parata militare di Pechino, assieme a più di un miliardo di cinesi tutti di fronte alla televisione, vorrei condividere alcune considerazioni con voi. Questa non è una semplice mostra di "muscoli" e di forza, ma una pietra miliare per la Cina, un turning point che apre una nuova fase. Attorno al Presidente cinese si stringono i paesi più vicini ma anche quelli che reputano la Cina come un player globale e non più solo un paese relegato nei propri confini. Dobbiamo ricordare che questo non è un evento banale o un pretesto per sfilare in forza. La Cina ha subìto perdite ingenti nella guerra contro il Giappone, oltre 35 milioni tra civili e militari uccisi negli anni dell'occupazione nipponica, mai troppo citati nei nostri libri di storia. Una guerra che lascia il segno sino ad ora a causa della riluttanza dei governi giapponesi ad ammettere anche le atrocità più evidenti. Il Giappone non è riuscito a metabolizzare le proprie colpe, come invece è stato fatto in Germania e penso, solo parzialmente in Italia dove ancora incontro nostalgici e chi vorrebbe sminuire le nostre colpe, come quelle nelle colonie e contro gli ebrei. Giappone, Italia e Germania hanno rappresentato l'asse del "fascismo" che il mondo ha combattuto, ma solo qui, in Asia, i riverberi della seconda guerra mondiale sono ancora presenti. Dopo 70 anni, la Cina, come è stato fatto in Russia e Francia, vuole mettere la parola fine al passato e guarda avanti. Possiamo però ancora registrare delle stonature come la presenza di basso livello dell'India, invece ben rappresentata a Mosca. La crescente forza militare cinese inizia a non essere gradita dal grande vicino. Ma proprio durante il suo discorso di apertura della parata, il Presidente Xi Jin Ping, ha annunciato la riduzione dei soldati nell'esercito di 300 mila unità. Una riduzione del 13% degli effettivi, una sorpresa per tutti, e non certo per problemi di budget, ma un segno di ammodernamento (un'armata efficiente e moderna non ha bisogno di tante truppe) ma anche come segno di cambiamento. Una nota importante, il leader più prestigioso alla marcia è Putin, ancora una volta a rimarcare la sempre più forte alleanza tra i due grandi paesi, anche grazie all'embargo imposto dagli USA. Dell'Europa si è visto poco, presenza di basso livello ministeriale, ancora una volta rimarcando la incompetenza dei nostri rappresentanti a Brusselles e in Italia. Non ho visto la Mogherini, dove è Renzi o Mattarella? E' anche vero che l'Italia faceva parte del trio qui definito "fascista" ma il leader cinese ha invitato TUTTI, persino il primo ministro giapponese (che non ha risposto) e proprio in segno di discontinuità. La Germania è presente con il suo ex primo ministro Schröder, a rimarcare l'ottimo rapporto instaurato da questo ex leader tedesco lungimirante e la Cina che ha posto la Cina al centro della propria espansione in Asia. E l'Italia? altra occasione persa per cambiare l'impressione frugale che i nostri politici hanno verso la Cina. Negli ultimi 20 anni abbiamo visto visite lampo di poche ore, accompagnati sempre da grandi promesse e intenti, quasi mai mantenute. Nonostante quello che si vuol far credere, l'Italia deve fare ancora molti molti sforzi per fare le cose sul serio e per essere considerata sul serio qui in Cina. La Corea del Sud è qui con la sua Presidentessa, una presenza importante, proprio a due settimane dalle minacce di Guerra della Corea del Nord, e la chiamata di aiuto che La Corea del Sud ha fatto verso la Cina per risolvere la questione. Cosa non molto apprezzata dagli USA che hanno anche criticato la presenza della Corea nella Banca Asiatica lanciata dalla Cina. Nel suo discorso, il Presidente cinese ha chiaramente detto che esistono ancora paesi nel mondo che non hanno superato il vecchio modo di pensare e di confronto che ha portato alle guerre sanguinose del XX secolo. La parata vuole solo onorare le vittime e chi è morto per il paese. La politica cinese è quindi chiara: avere più amici che nemici per isolare i falchi dei vari paesi, e questo in una prospettiva di rinforzare i rapporti economici più che quelli di confronto militare. Per finire, è da registrare la protesta ufficiale del Giappone contro la presenza del Segretario Generale dell'ONU alla parata. E fa molto piacere leggere la sua risposta:. "E 'importante guardare al passato, e le lezioni che ha insegnato, dobbiamo e possiamo andare avanti per un futuro migliore basato sulle lezioni apprese. Questo è lo scopo principale della mia presenza", ha spiegato Ban.

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