Consuelo Canducci
Contronotizia
15 Settembre Set 2015 0817 15 settembre 2015

Arriva la minerale di lusso, Ô Amazon Air Water. On the rocks, please.

Immaginate di essere un appassionato di acque minerali. Oppure un idro-sommelier (che poi si dirà così?). Uno di quelli che di acque prelibate se ne intende, e sa come farle flirtare con l’alta cucina. Uno che riesce a distinguere il bouquet di una minerale, che consiglia l’abbinamento perfetto dell’acqua da servire durante una cena a base di pesce e riesce ad andare ben oltre al surclassato slogan “liscia, gasata o Ferrarelle?”. Perché nel mondo delle acque gourmet c’è molto, molto di più.

C’è chi è disposto a pagare  402 dollari per 750 ml di Kona Nigari, un’acqua in bottiglia venduta in Giappone che viene raccolta da una sorgente a circa 2mila metri sotto la superficie del mare al largo dell’isola di Hawaii. Oppure c’è chi farebbe carte false per una Tasmanian Rain – $5 per 750 ml - proveniente appunto dalla Tasmania e  raccolta in bottiglia direttamente dalla sua caduta – senza toccare terra dunque – dal cielo. 

E di esempi come questi ce ne sono molti altri. La più cara attualmente in commercio è la SuperNariwa, giapponese e pregiatissima anche lei,  sgorga dalla sorgente creata milioni di anni fa nella roccia magnetica da una tempesta di meteoriti e dall’eruzione di un vulcano marino (sti capperi). Secondo i suoi produttori, SuperNariwa sarebbe in grado di aiutare il corpo a difendersi dalle malattie e di rallentare il processo di invecchiamento. Prezzo si aggiorna intorno ai 7500 euro al litro. Meglio non avere troppa sete, insomma.

Già, c’è gente che guadagna imbottigliando acque di rara fonte, che sgorgano cristalline dalle rocce incontaminate, o arrivano via cometa dallo spazio intergalattico. Tra non molto, per il piacere delle papille gustative degli wateraddicted, arriverà anche Ô Amazon Air Water, pura acqua ottenuta dalla condensazione dell’aria umida della foresta Amazzonica e imbottigliata per il mercato del lusso europeo.

Il processo sarà fatto da macchine in grado di catturare l’umidità dell’aria e di farla passare attraverso dei filtri e procedimenti di osmosi e mineralizzazione. Simile a quello che fa l’aria condizionata, che togliendo umidità all’aria, isola l’acqua. In questo caso, però, si genera acqua potabile. Una unica macchina, costruita per questo scopo in Cina, produrrà 5 mila litri di acqua al giorno.

L’idea è nata nel 2010, quando Cal Junior e Paulo Ferreira, imprenditori di São Paulo, hanno creato la A2BR, Aguas do Ar do Brasi, società che finanzia la ricerca della tecnologia AWR (Atmosferic Water Generator). Per il progetto di imbottigliamento dell’acqua hanno investito finora 6,5 milioni di euro. Altri 3 milioni saranno investiti fino a metà marzo, quando inizierà la produzione. “Speriamo in un ritorno di circa 35 milioni di euro in dieci anni” afferma Ricardo Rozgrin, socio e direttore finanziario del progetto  Ô Amazon Air Water.

La produzione averrà a Barcelos, città sulle sponde del Rio Negro, che ha concesso alla A2BR  l’usufrutto di un terreno di 1,75 milioni di metri quadrati. Il processo funzionerà a energia solare e non causerà alcun impatto ambientale nella zona, sostengono gli ideatori.

Tutto molto interessante. Lodevole anche il fatto di dare impiego (120 posti di lavoro) in una zona così povera del paese come il comune di Barcelos. Peccato solo che questo progetto strida per l’infelice tempismo: São Paolo, città di origine della startup A2BR, ha passato un'estate a dir poco "asciutta", con i rifornimenti idrici al collasso a causa della siccità che ha colpito quelle zone del paese. Tanto che per svariati giorni la megalopoli brasiliana ha dovuto attingere alla seconda delle tre riserve di emergenza (106 miliardi di litri), per evitare una crisi dopo che i serbatoi avevano raggiunto livelli critici.

Alcuni amici che vivono a São Paulo mi hanno raccontato di docce fatte con solo un bicchiere d’acqua, di ristoranti e locali che non potevano lavare i piatti, di interi quartieri che non sapevano come lavare i vestiti. Il peggior incubo riguardava l’acqua potabile: molti abitanti della città hanno temuto addirittura di rimmanere senza sufficiente acqua da bere. La prospettiva era drammatica ma fortunatamente le piogge sono arrivate e il problema è rientrato sullo scoccare della disidratazione generale. Questo peraltro è un problema che ricordo fin da bambina, quando vivevo ancora lì. Più che climatico è un problema politico, insomma. E in attesa che il governo proceda alla costruzione di nuovi serbatoi, Ô Amazon Air Water arriverà nei negozi, di lusso, a 6,5 euro al litro.

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