Matthieu Mantanus
Classica in jeans
17 Settembre Set 2015 1257 17 settembre 2015

Come nasce un (imperdibile) concerto, o il perché #lamusicanonsipuòrubare

Inizio con un appello a chi, tra voi che leggete questo post, è di Milano e dintorni: dovete assolutamente esserci venerdì 18 settembre alle 20 allo Spirit de Milan, in via Bovisasca 59, per questo concerto in cui dirigerò Rossini e Mendelssohn! (qui l'evento su Facebook). E ora vi spiego il perché.
In Italia in questo momento si parla molto di salvare le orchestre, o di come portare la conoscenza della classica ai giovani. E sono certamente temi importantissimi, ai quale tento con il progetto JeansMusic di dare alcune risposte. Ma c'è un aspetto del quale si parla troppo poco: come aiutare i giovani professionisti della musica a trovare lavoro. Sono ragazzi che hanno studiato anni e anni il proprio strumento - teoria, storia, e dimentico sicuramente materie altrettanto importanti - e che nella fase della cosiddetta "transizione dalla scuola al lavoro" si trovano sperduti.
In effetti, se all'estero esistono dei collegamenti tra studio e lavoro - che per un musicista si traduce in: tra il Conservatorio e l'orchestra, o l'insegnamento - questo trait-d'union in Italia latita. Tranne forse tre realtà che mi vengono in mente, l'Accademia della Scala, l'Orchestra Giovanile italiana e in modo diverso ma molto interessante la Cherubini, non esistono "luoghi di inserimento" per i ragazzi che escono dai Conservatori italiani. Questi giovani musicisti non sono ancora (purtroppo) formati all'orchestra, e inizia per loro una lunghissima formazione "on the job", spesso poco o per niente retribuita, in una giungla difficile e pericolosa fatta di ingaggi casuali, poco o per nulla professionalizzanti, dalla quale i più fortunati riescono a emergere soltanto quando finalmente ricevono l'idoneità in una (o più) delle ormai poche orchestre italiane strutturate e solide. Oppure all'estero, per i più intraprendenti.
 
Per vincere i concorsi però, bisogna conoscere l'orchestra, il suo repertorio, e i "trucchi" del mestiere che permettono di sopravvivere in quel mondo duro, complesso e spesso spietato che si nasconde dietro alla cortina patinata del "concerto".
I miei amici di Circuito Musica (www.circuitomusica.it), con i quali condivido il progetto della Jeans Symphony Orchestra, hanno deciso di creare una Accademia con uno scopo preciso: mettere in contatto giovani diplomati con i migliori professionisti italiani, per insegnare loro il mestiere in un ambiente serio, in modo da avvicinare la possibilità di vincere audizioni di livello internazionale.
E sono riusciti a realizzare un piccolo miracolo: siamo in un paese dove non si trova sostegno finanziario, non si trovano fondi pubblici, è molto difficile coinvolgere il pubblico… Un paese dove abitualmente i giovani si vedono rubare i propri sogni da una realtà arida e immobile. Eppure i promotori di Circuito Musica, grazie alla loro forza e tenacia, sono riusciti a radunare intorno alla loro idea un corpo docenti di straordinario livello, prime parti di Scala, Santa Cecilia, e altre realtà orchestrali italiane, a riprova di quanto la voglia di stare a contatto con i giovani e trasmettere il proprio sapere sia alla fine molto diffusa tra i musicisti italiani. E a dimostrazione che #lamusicanonsipuorubare, anche nella difficile Italia del 2015.
Negli ultimi giorni, il magnifico Palazzo Bassi Brugnatelli - sede del corso - si è riempito di musica. È nata un'orchestra mista tra questi ragazzi e i loro professori, dietro ai leggii della quale si è studiato il mestiere, i tratti d'orchestra, le competenze che permettono a musicisti di suonare insieme nel migliore dei modi. Si è avverato il sogno.
Poi però, un ladro ha rubato la loro cassa. Sembra folle, impossibile, surreale. Qualcuno con la sua mano lesta ha fatto sparire l'intero ammontare delle quote di adesione che quei musicisti avevano corrisposto alla associazione, per partecipare al corso. 
Il musicista però difficilmente molla la presa. Anni e anni di studio, di sfide, di disciplina personale, di palchi vinti a forza di grinta formano una corazza che lo spinge a sempre rialzarsi, e continuare, più forte di prima. Così hanno fatto i miei amici, i fondatori di Circuito Musica. Hanno dato fondo a tutti i loro risparmi, e alla cassa della loro associazione, per non mandare a monte il progetto del workshop. E hanno deciso per reazione di renderlo ancora più bello, di coinvolgere ancora più persone. Hanno deciso di aggiungere un concerto finale, più grande, aperto al pubblico, che veda in orchestra la partecipazione sia dei ragazzi che di alcuni dei loro docenti d'eccezione (Francesco de Angelis, il primo violino del Teatro alla Scala; Davide Zaltron, professore di viola presso i Conservatori di Bari, Torino e Vicenza; Fabien Thouand, primo oboe del Teatro alla Scala; Simona Salviero, percussionista de I Barocchisti e i Sentieri Selvaggi).
Per questo sono davvero felice e onorato di dirigere venerdì questo concerto che sarà una festa, un momento di grande condivisione attorno ad un progetto così forte che… non si può rubare!
Appuntamento domani sera, venerdì 18 settembre, ore 20, Spirit de Milan (via Bovisasca 59) -
Ouverture del Guglielmo Tell e Quarta Sinfonia di Mendelssohn - Ingresso libero

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