Vincenzo Barbagallo
Penso dunque clicco
20 Settembre Set 2015 0743 20 settembre 2015

L'inciucio tra Crocetta e NCD nella "buttanissima" Sicilia

Rosario Crocetta, ottobre 2012 (MARCELLO PATERNOSTRO/AFP/Getty Images)

In Sicilia da una parte c'è il blocco di potere attorno a Crocetta, formato dal PD, all'UDC di D'Alia passando per tutti i soci trasformisti di tutti i colori, fino ad arrivare ai capi del NCD. Si proprio quel Nuovo Centro Destra che in Sicilia esprime Castiglione, insomma il "partito di Mafia Capitale e del Cara di Mineo" (Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura, luogotenente di Angelino Alfano in Sicilia, è indagato per turbativa d’asta per l’appalto da cento milioni bandito per la gestione del centro, ndr). Per questi motivi, fintamente, questa estate Rosario Crocetta si era opposto all'ingresso in maggioranza del Nuovo Centro Destra. Ma oggi cosa è cambiato? Nulla.

Cambia solo Crocetta, che per far sopravvivere il suo governicchio cerca sempre di recuperare maggioranze mai avute, mai compatte e uscite dalle urne. Tanti, forse troppi, gli onorevoli che hanno cambiato sponda e si sono convertiti, da destra a sinistra. Mentre i grillini finanziano progetti in comode rate, ma facendo qualcosa almeno, il resto del parlamento si è assicurato ancora una volta una prosecuzione della vita parlamentare. Almeno fino all'inizio dell'anno nuovo la busta paga è salva. Poi non rimane altro che inventarsi un'altra crisi, una minaccia o qualcosa che possa ricompattare il gruppo del non governo, il gruppo degli acchiappavoti. 

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