MY PR
Behind reputation
21 Ottobre Ott 2015 1528 21 ottobre 2015

Quando le copertine non fanno cultura, il caso Marie Claire

Marie Claire

Quando rispondo al telefono capisco subito che è lei. E’ preoccupata. Piange. Niki non mangia. Le ha preparato uova e piselli. Ha mangiato sei piselli. Mi chiedo come sia possibile mangiare sei piselli e mi chiedo come sia possibile anche contarli. Sono in un vortice ormai loro due, una realtà ammalata, di affetto che si trasforma in ansia, preoccupazione. La capisco, ha la mia età e una figlia di 17 anni che è scivolata da una taglia 40 a una 36, come la saponetta scivola dalle mani sotto l’acqua, più stringi la presa più sfugge. Si scioglie, diventa schiuma e viene inghiottita dallo scarico del lavandino.

La copertina di Marie Claire di novembre ha acceso un dibattito del tutto mediocre sul tema dell’anoressia e sugli ideali di bellezza delle donne. Direttori, scrittori e ministri che hanno scelto i 140 caratteri di Twitter per commentare un fenomeno che sfugge ai tentativi di sintesi per sua stessa natura. Il tema quando approfondito tende ad ‘aprirsi’ e a manifestare la sua interdisciplinarità chiamando in causa le scienze mediche, quelle psicologiche, senza dimenticare i rami antropologici e sociali.

140 caratteri, non scherziamo.

Marthe Wiggers, la modella diciassettenne che la famosa rivista ha messo in copertina in tutta la sua magrezza non è il problema, non è nemmeno un problema. E’ una teen in taglia 36/38 che probabilmente si alimenta e cresce in modo sano e normale.

Continua a leggere su BehindReputation.com

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook