Simone Migliorato
Coloro che si gettano nel fuoco
11 Novembre Nov 2015 1443 11 novembre 2015

Le cose di Natale.

Vacanze Di Natale
Quando arriverà il freddo, per essere finalmente tristi?

Nella mia passeggiata giornaliera all’Esselunga durante la pausa pranzo mi sono accorto già da tempo che sono esposti i prodotti di Natale. Manca ancora più di un mese a Natale, e non sono uno di quelli che pensa che sia troppo presto per vendere le cose di Natale, e che si infastidiscono per questa vendita anticipata (sono figlio del capitalismo, non mi pongo certe domande).

Mi hanno infastidito solo oggi le cose di Natale, ma solo per un motivo: è autunno ma a Milano fa troppo caldo. Questo troppo caldo, mi permette certamente di risparmiare sul consumo dei termosifoni, ma non mi permette di intristirmi troppo, che è la cosa più bella dell’Autunno. Soprattutto, le cose di Natale mi intristiscono un sacco da quando vivo solo, in un’altra città, perché non posso comprarle.

Non posso comprarle, perché le cose di Natale si consumano solo in famiglia, e per me questa cosa vale nonostante sia da molti anni apostata, ma nonostante sia un apostata figlio del capitalismo, continuo a pensare che il mio Natale inizia solo quando il 24 dicembre scendo dal treno nella stazione di casa e solo in quel momento per me sarà periodo di Natale, e potrò cominciare a non sopportare la mia famiglia, che quando vivi solo da anni è una cosa che brami, ma che dopo un giorno non sopporti più, e poi di nuovo cominci a bramare e ti stordiscono quegli articoli che parlano, gioiosi e rampanti, di Milano come della città degli scapoli e delle zitelle, che ci trovo poco per essere gioioso e rampante.

Come al solito non voglio allungarla troppo, e non vorrei fare romanticismo sulla vita degli immigrati dal sud al nord nell’era dell’alta velocità (ovvio, era più epico il treno della notte Salerno – Milano), ma di questo sentimento (cioè: il Natale lo posso vivere soltanto a casa) me ne rendo conto su quel treno alta velocità che prendo ogni vigilia di Natale, con tutta quella gente che ha il mio stesso desiderio, cioè quello di scendere da quel treno, di lasciarsi addosso la città che li ospita (bella, pulita, ordinata, che ti fa lavorare, che è il capitalismo che è una cosa bellissima) e vivere finalmente il Natale come Cristo comanda.

Insomma, non vedo l’ora che arrivi il freddo. Così potrò essere triste per davvero, quando vado all’Esselunga e vedo quei panettoni, quei torroni, che ho deciso che non posso compare.

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