Cristiano Bosco
Vanilla Latte
17 Novembre Nov 2015 1635 17 novembre 2015

USA, più della metà dei Governatori dice no ai profughi dalla Siria

Mappa CNN Stati Profughi Siria

No all'accoglienza per i rifugiati provenienti dalla Siria. Sono arrivati a quota 27, più della metà del totale delle stelle sulla bandiera, gli Stati americani che hanno espresso la propria contrarietà ad aprire le porte a profughi siriani. A pochi giorni dai tragici fatti di Parigi, la politica statunitense reagisce, più o meno indirettamente, con la linea delle porte chiuse.

Una netta presa di posizione da parte dei Governatori di Alabama, Arizona, Arkansas, Florida, Georgia, Idaho, Illinois, Indiana, Iowa, Kansas, Louisiana, Maine, Massachusetts, Michigan, Mississippi, Nebraska, Nevada, New Hampshire, New Jersey, Nex Mexico, North Carolina, Ohio, Oklahoma, South Carolina, Tennessee, Texas, Wisconsin (tutti appartenenti al Partito Repubblicano, con la sola eccezione di Maggie Hassan, governatrice democratica del New Hampshire) che hanno così lanciato il guanto di sfida verso il Presidente Barack Obama, il quale, non più tardi dello scorso settembre, aveva annunciato l'intenzione di dare ospitalità a 10 mila siriani nel 2016. Dal 2012 a oggi, sono circa duemila i profughi dalla Siria che hanno effettuato il loro ingresso negli Usa.

Gli annunci, giunti uno dopo l'altro, sono conseguenti alla rivelazione che almeno uno dei responsabili degli attacchi di Parigi di venerdì 13 novembre abbia raggiunto l'Europa tra le masse di richiedenti asilo provenienti dalla Siria. "Il nostro è uno stato accogliente, e siamo orgogliosi della nostra lunga storia di immigrazione. Ma la nostra priorità principale è proteggere la sicurezza dei nostri residenti", ha dichiarato il Governatore del Michigan Rick Snyder. Messaggi analoghi sono stati espressi dai suoi colleghi, alla guida di altri 26 Stati. Tra i più duri, il Governatore del New Jersey (uno degli Stati che ha accolto più rifugiati nel 2015) Chris Christie, in corsa per le primarie presidenziali del Partito Repubblicano, che ha affermato di non voler accogliere alcun profugo, neppure "orfani di tre anni", forse per attirarsi le grazie delle fasce più conservatrici del suo schieramento e recuperare qualche consenso.

Dall'altra parte della barricata, i governatori democratici di Colorado, Connecticut, Delaware, Hawaii, Pennsylvania, Vermont e Washington, che hanno invece confermato la politica delle porte aperte. La possibilità di "rifiutare" profughi, da parte dei singoli Stati, è comunque oggetto di dibattito, trattandosi, secondo alcuni, di una competenza riservata esclusivamente al Governo americano. L'argomento ha ovviamente coinvolto anche gli aspiranti presidenti, su entrambi gli schieramenti, con i democratici Clinton, Sanders e O'Malley favorevoli all'accoglienza, e i repubblicani, Trump e Cruz in testa, fortemente contrari. Unica eccezione, Jeb Bush, unico del GOP a dichiararsi a favore dell'ospitalità per i profughi: "Penso che gli Stati Uniti abbiano la responsabilità di aiutare i rifugiati dopo opportuni controlli. E penso che dovremmo concentrarci sui Cristiani che sono in fuga dalla Siria", ha dichiarato l'ex Governatore della Florida.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook