Francesco Carini
Homo sum
21 Novembre Nov 2015 1327 21 novembre 2015

Terrorismo vs Civiltà: quando l'opinionismo offende l'intelligenza umana

Pecore

di Francesco Carini

L'opinione è determinata in ultima analisi dai sentimenti, non dall'intelletto.

Herbert Spencer

Opinione Pubblica: «Giudizio e modo di pensare collettivo della maggioranza dei cittadini, o anche questa maggioranza stessa. Il concetto di o.p., intesa anche come sistema di credenze sulla cosa pubblica, nasce con l’idea moderna di democrazia rappresentativa, definita da J. Locke come governo dell’opinione». Ecco la definizione che l’enciclopedia Treccani dà di questo pilastro della storia contemporanea.

Secondo il politologo Giovanni Sartori, essa rappresenta il fondamento sostantivo e operativo della democrazia, nascendo formalmente nell’età dell’Illuminismo e trovando nella Rivoluzione Francese l’evento storico padre. Ma l’O.P. è sempre esistita, a partire dalla Vox Populi romana alla Volontà Generale di Rousseau, passando per il Consesus medievale e la Pubblica Voce di Machiavelli o addirittura per il Volksgeist tedesco. Di sicuro, l’opinione pubblica è stata ed è il sale di ogni società democratica, in particolar modo se sviluppa i propri pensieri partendo da fatti e teorie esposte in maniera obiettiva e/o onesta.

Comunque c’è un forte rischio. Allo stesso modo in cui l’oclocrazia costituisce secondo Cicerone l’involuzione della democrazia, l’opinionismo può essere considerato in molti casi il decadere della opinione pubblica stessa.

Dare un’opinione su una determinata questione è non solo legittimo, ma sacrosanto. In tutto ciò c’è comunque la degenerazione, il cui eco si espande attraverso i media e i talk show. Il pluralismo delle voci non giustifica l’aggressività, spesso figlia dell’ignoranza, e l’abbandono volontario di qualsiasi dovere nei confronti della verità dei fatti (nel senso più generale del termine). Sempre più spesso, l’opinione dell’esperto viene messa in discussione da qualsiasi profano della materia. Di sicuro, qualunque tesi può essere ribaltata, soprattutto se ciò viene fatto seguendo la logica e una linea ben precisa che si basa sullo sviluppo di alcune ipotesi; ma non si può cadere in una macchina del fango fondata sui sentimenti di pancia, dove vince chi grida più forte e dando forma al concetto di Hobbes:

homo homini lupus est

Alcuni programmi tv, una parte della stampa e soprattutto il web costituiscono il grottesco palcoscenico in cui il censore o il profeta di turno convince i suoi potenziali adepti, che, per scarso senso critico, si fanno convincere dal megafono più potente, senza prestare attenzione all’effettiva qualità di quanto ascoltato o ai dati reali. L’assimilazione della verità a qualcosa di aleatorio ed astratto è alquanto dannosa e priva di ogni rispettabilità, oltre a costituire, per disonestà intellettuale o non conoscenza dell'argomento, la causa della mancata distinzione fra commento e verità.

Il diritto di parola è sacrosanto, ma è compito altrettanto importante fare in modo che teorie socio-politiche spacciate per Vangelo non prendano piede, se non accompagnate da solide fondamenta scientifiche ed empiriche, non da pseudo-profezie. Molto di quanto letto e scritto subito dopo le stragi di Parigi è quanto di più vicino al tribunale speciale dell'indecenza e della cialtroneria. Gli insulti ad una religione in cui crede più di 1 miliardo e mezzo di persone, che sono spesso peraltro le prime vittime del terrorismo, costituiscono un'offesa all'intelligenza umana e la benzina sul fuoco dell'odio che purtroppo rischia di rafforzare l'ISIS.

Con la stessa semplicità tramite la quale vengono commentate le minigonne e le forme delle “troniste”, o con l’incompetenza con cui vengono analizzati gli highlights di una partita di calcio, attraverso i social network si rischia di trovare in posizioni "apicali" uno stuolo immenso di filosofi da bar, e di leggere massime caratterizzate da un falso senso di obiettività e conclusioni di parte politicamente scorrette o, ancora peggio, amplificate esponenzialmente dalla rete e prive di ogni sincera forma intelligenza che possa condurre ad un vivere civile e democratico, aspetto da salvaguardare ad ogni costo in situazioni di instabilità come quella attuale.

La libertà di espressione è costata migliaia di vite, ma l’odio e la demagogia ne hanno mietute molte di più, determinando danni irreparabili.

La varietà delle opinioni espresse può essere percepita come ricchezza, ma è possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici.

Papa Francesco

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