Giacomo Properzj
Largo ai vecchi
24 Novembre Nov 2015 1059 24 novembre 2015

Processo in Vaticano

Vaticano

Si apre oggi in vaticano il processo a monsignor Vallejo Balda, già segretario Affari Economici del Vaticano, al suo collaboratore Nicola Maio e alla signora Francesca Immacolata Chaouqui, consigliere COSEA, non si è capito bene se esperta di finanza o public relation girl. Inoltre saranno processati due giornalisti italiani, Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi. Tutti costoro sono accusati di sottrazione e diffusione documenti riservati, reato previsto dalle leggi dello Stato Vaticano.

I documenti in oggetto non risultano rubati e le notizie riservate sono riservate solo per il territorio del Vaticano, dunque si tratta, perlomeno per i due giornalisti italiani, di "assenza di reato", visto che hanno agito sempre fuori del Vaticano. Con la entusiasta approvazione di Pannella, Papa Francesco ha abolito rapidamente con suo provvedimento dai codici vaticani la pena dell'ergastolo ma si è dimenticato di introdurre articoli che garantiscano la libertà di stampa. Cosicchè in nome della mancanza di libertà di stampa manda a processo due giornalisti italiani che avendo ricevuto senza dolo talune imbarazzanti ma non per questo non vere informazioni sulle vicende dello Stato della Chiesa, le hanno pubblicate, come è nel loro diritto e forse anche nel loro dovere.

Le grandi speranze di riforma che il nuovo Papa aveva acceso in molti animi dei credenti italiani mi pare che trovino qui un certo impaccio, non solo per i contenuti ma soprattutto per la forma poichè il principio della "libertà di stampa", garantito dalla nostra Costituzione, è uno dei pilastri della civiltà moderna. Stupisce molto il silenzio della corporazione giornalstica italiana che lancia sempre acute grida su questo argomento: nessuna ufficiale solidarietà nei confronti dei due giornalisti, nessuna critica al diritto medievalislamico che caratterizza, sotto questo profilo, la Santa Sede. Non si vorrebbe registrare il fatto che la libertà di stampa dei giornalisti italiani venga agitata quando si presentano problemi di salari o pensioni, ovvero finanziamento pubblico dei giornali (o delle radio, v. Radio Radicale o Radio Maria) e poi dimenticata quando i giornalisti sono perseguiti legalmente.

Tutto ciò prescinde dal successo editoriale dei due libri che hanno dato origine al caso, successo che sarà certamente ottimo in ragione dell'interesse degli argomenti e della vivacità della discussione scaturita. Ogni medaglia ha sempre il suo rovescio.

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