Luca Barni
Banchiere di provincia
27 Novembre Nov 2015 1651 27 novembre 2015

Salvataggi bancari: chi sbaglia… pagano tutti

Bank

La domanda è ingenua: è giusto che paghino tutti per gli sbagli di qualcuno? E se questi sbagli sono dolosi? Andiamo al punto: quattro banche di medie dimensioni vanno gambe all’aria e tutto il sistema bancario ne paga le conseguenze. La mia piccola banca ha ricevuto proprio in questi giorni il conto, decisamente salato, per il salvataggio decretato domenica sera scorsa dal Governo. In una di queste il direttore pare che si intascasse il 5% per ogni affidamento fatto (riportato dai media).

è giusto che paghino tutti per gli sbagli di qualcuno? E se questi sbagli sono dolosi?

Una piccola banca di credito cooperativo come la mia si trova a pagare di tasca propria per la cattiva gestione altrui. Quando hanno avuto problemi le BCC, e in questi anni è accaduto, il Credito cooperativo non ha chiesto un euro al sistema (quanto pesa il totale delle sofferenze delle BCC rispetto alle perdite di una big del credito?); ha pagato con il proprio “fondo di risoluzione” – e del resto anche questo è mutuo soccorso. E -aggiungo io- giustizia. In questo caso no. Del resto, se non è la prima sembra proprio che sarà l’ultima volta. Dal 1° gennaio 2016, infatti, con l’entrata in vigore del bail-in il salvataggio sarà pagato da azionisti e correntisti (sopra i 100mila euro) dell’istituto bancario. Se non altro pagherà solo l’istituto che è causa dei propri mali, oltre purtroppo ad altri. Ben venga quindi il bail-in, almeno per chi non ha nulla da temere, per chi, come me, pensa che avere meriti o demeriti non sia la stessa cosa, anzi. E meriti o demeriti, si badi, non sono riconducibili alla ragione societaria della banca ma alla qualità delle persone. Come ha scritto su Avvenire Leonardo Becchetti, aver stoppato l’intenzione del Governo di assimilare le BCC alle Popolari significa aver salvato una biodiversità bancaria dal pregiudizio di una presunta incapacità di stare sul mercato.

Quando hanno avuto problemi le BCC, e in questi anni è accaduto, il Credito cooperativo non ha chiesto un euro al sistema; ha pagato con il proprio “fondo di risoluzione”

Delle quattro banche salvate domenica, tre sono società per azioni, quelle protagoniste/colpevoli degli scandali e conseguente crisi del 2007 pure. E allora? L’unica vera verità è che ci sono persone che si comportano (più) eticamente e che lavorano correttamente e persone cui nulla importa del bene comune. E senza fare ideologia, per me bene comune, molto semplicemente, è fare reddito in misura sufficiente per poter garantire a tutti –e sottolineo tutti– aziende e stakeholder, di avere futuro. E, seconda e ultima domanda, magari ingenua: cosa c’entra questo con dimensioni e forma giuridica di una banca?

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