Elena Stoppioni
La speculazione edilizia
30 Novembre Nov 2015 1756 30 novembre 2015

Quel giallo che dona: #colletta15. Oltre la sharing economy, la gratuità.

Banco Alimentare

Ovvero: report assai di parte di un volontario della Colletta Alimentare con il pallino dell’edilizia.

Porto ogni anno i miei figli a fare i volontari della Colletta Alimentare perché la gratuità si impara in azione, ed è impossibile da spiegare a parole senza scadere nel finto, sdolcinato e magico mondo di Holly Hobbies. La gratuità non è sinonimo di sdolcinatezza: è schiena rotta e sudore, è voler bene senza aspettarsi nulla in cambio. E’, in una sola parola, sacrificio, ma nel termine etimologico di “sacrum facere”, cioè fare le cose trattandole non come proprie ma come date da un “Più in là”.

Se c’è un segnale di reale positività, che perdura nonostante le congiunture economiche da ben 19 anni, è quello che succede in quasi tutti i supermercati d’Italia l’ultimo sabato di novembre: chiunque si rechi a fare la spesa può acquistare qualche prodotto e donarlo al Banco Alimentare, consegnandolo a i tanti volontari (quest’anno un esercito di oltre 140mila persone di ogni età ed estrazione) che in quella giornata accolgono le persone, spiegano, raccolgono i prodotti, li inscatolano ordinatamente per tipologia, pesano e consegnano. Delle vere e proprie catene di montaggio umane che gratuitamente solo quest’anno hanno gestito la logistica di quasi 9mila tonnellate di cibo, pannolini per bambini e prodotti non deperibili.

I bambini capiscono molto bene la gratuità, tanto da entusiasmarsi per essa e provare un gusto contagioso nel mettersi addosso il sacchetto giallo e andare a fermare tutti i passanti che incontravano. (Per chi non lo sapesse ancora, il sacchetto giallo è la “divisa” dei volontari del Banco Alimentare il giorno della Colletta nazionale)

Il nostro turno da volontari si divide per temperamento: il Ciospino inscatola (e mangia cioccolatini), la Ciospi e le sue amiche vanno all’arrembaggio dei poveri avventori e io incontro le persone, ritiro sacchetti pieni e faccio selfie ;-) (riporto qui un contributo esemplificativo, avevo il turno con i boy scout)

Firenze, 28/11/15 - giornata della Colletta Alimentare

Quest’anno sono rimasta colpita del freddo dell’inverno incombente e del caldo africano che c’era all’interno del Discount che ci avevano assegnato… e ho cominciato a chiedermi: ma che bolletta energetica pagherà questo supermercato? Poi il mio sguardo si è posato sull’involucro… mattoni e intonaco. Stop. Qualche pannello metallico. Praticamente un “colabrodo energetico”. Un termosifone a cielo aperto. Quante scatole di cibo si potrebbero donare al Banco Alimentare, mi dicevo, con i soldi che questi signori sprecano per riscaldare inutilmente un locale enorme dall’involucro che “non tiene”? Possibile che la committenza non sia educata al fatto che l’isolamento di un centro commerciale equivale a risparmiare sui costi di gestione? Qualche vuoto normativo… e l’italiano medio si ritrova sempre dietro allo schermo del “la legge non lo chiede l’isolamento elevato per il capannone industriale”. E giù kilowatt al vento.

Se il Papa ieri ha “decentrato” il Giubileo, aprendo in Africa una porta Santa e (di fatto) sorpassando Roma da destra, io dico: decentriamo il nostro cervello, edilizia. Mondo delle costruzioni, iniziamo a pensare fuori dai confini e chiediamoci “Come il mondo dell’alimentazione può essere di aiuto a quello delle costruzioni e viceversa?”. Non è una provocazione questa. È un invito: solo un mese fa è finito Expo a Milano, e non si parla già più di nutrire il Pianeta? Ma come pensiamo di sfamare oltre sette miliardi di persone se non ci poniamo il problema dell’energia che servirà ad alimentare le catene di produzione? Gli edifici potrebbero andare oltre il mero risparmio energetico (che ormai dovrebbe essere dovuto) e diventare talmente efficienti energeticamente da fungere da “batterie” di accumulo di energia da utilizzarsi nei pressi e per altri scopi? Perché il progetto di un centro commerciale o di un capannone industriale può “derogare” su temi quali efficienza energetica, confort per i suoi occupanti, …

Questo pensavo, mentre guidavo per riportare a casa i miei figli i quali, stanchi ma sorridenti, già ronfavano alla seconda curva sul sedile posteriore. Pieni di gratitudine, cioè di gratuità sedimentata nell’anima.

PS. Il numero che vedete sulle schiene di quelle tre bambine nella foto si può usare. Inviando un sms, e aiutando così il Banco Alimentare. E nel nostro piccolo, sperimentare un gesto di sola gratuità.

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