Gaetano Farina
Leggere il mondo
4 Dicembre Dic 2015 1216 04 dicembre 2015

Il monaco pazzo della Russia

Rasputin 007

Con questo libro, Mario Gallino conferma e consolida la sua dote di scrittore, capace di far sembrare leggera anche la storia di Grigorij Rasputin, il “monaco pazzo” della Russia degli Zar nel passaggio dal 1800 al 1900.

In 100 pagine suddivise in 14 brevi capitoli, l’autore ripercorre la vita di Rasputin attraverso una sapiente narrazione soggettiva, fatta cioè dal protagonista stesso. Mistico russo, nato in Siberia da una famiglia contadina, già dalla giovane età entra a far parte della setta ereticale dei chlysty, una congregazione clandestina che propugna la pratica di ogni tipo di peccato e di riti orgiastici in contrasto con gli eccessi di rigore della Chiesa ortodossa.

Malgrado la mancanza di istruzione ottiene una fama per i suoi presunti poteri curativi su malati terminali e intesse una rete di relazioni di altissimo livello che in breve tempo lo conducono alla corte dello Zar Nicola II, accompagnato dall’aura dei suoi poteri sciamanici.

Chiamato a Pietroburgo nel 1907, Rasputin ottiene la completa fiducia della Zarina Alessandra Fëdorovna, soprattutto per le cure offerte al figlio Alessio, affetto da emofilia e in breve tempo riesce ad avere influenza su tutte le questioni della corte imperiale russa: da quelle ecclesiastiche, a quelle politiche (la nomina dei ministri), e persino a quelle militari (a lui si deve la destituzione del granduca Nicola da comandante supremo dell'esercito).

In principio ammirato e adorato come un santo, poi odiato e ripudiato come l’Anticristo, viene ucciso da tre congiurati la notte del 16 dicembre 1916.

Da vero maestro il finale del romanzo che Mario Gallino riserva al lettore: l’immagine di Rasputin in extremis viene recuperata e si profila intorno alla sua morte una morale saggia e positiva. Lo stesso uomo che in vita non ha disdegnato i rapporti con le donne, la brama di potere, la ricerca del piacere materiale e dello stato di ebbrezza, è anche capace di pregare, di amare se stesso e il prossimo, di professare la pace e ripudiare la violenza. Questo basterà per garantirsi dopo la morte il Regno di Dio.

Facile per il lettore immedesimarsi nel protagonista della narrazione: provare le sue emozioni, pensare come lui, agire e rispondere come lui, anche sbagliare e soffrire come lui. Per poi raggiungere con lui la quiete dei sensi, la serenità d’animo e il Paradiso, come conclusione necessaria di un climax di azioni e sentimenti che perdura dal primo all’ultimo capitolo.

Il linguaggio dell’autore è sempre ricercato, con periodi brevi e molti dialoghi diretti, sapientemente dosati per rendere la lettura scorrevole e veloce.

“Nevica, Rasputin” è un romanzo riuscitissimo. Facile imparare la storia così, anche quella meno nota, anche quella più buia, come nel caso della Russia degli Zar al tempo della Grande Guerra, se esce dalla penna di Mario Gallino.

di Claudio Zitoli

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