Ernesto Gallo e Giovanni Biava
Giovine Europa now
15 Dicembre Dic 2015 1021 15 dicembre 2015

Come da tradizione ecco l’albero di Natale e il presepe. Anzi no.

Albero Poste
(Justin Sullivan/Getty)

Grazie a Caterina Zadra, che torna su 'Giovine Europa Now'. Note su Caterina a fine articolo...Natale in arrivo...

Dopo le tante notizie di presepi negati, canti natalizi laici, la notizia disarmante: gli uffici postali dovranno accontentarsi di una locandina. Niente albero. Il giorno 11 Dicembre, a pochi giorni dal Natale, apprendiamo con stupore la notizia che le Poste Italiane hanno deciso di vietare l’allestimento di alberi di Natale nei loro uffici. Per togliere tutti gli alberi di Natale da ogni ufficio postale ci sarà una ragione importante, una motivazione assolutamente di peso. Ma andando avanti leggiamo di "immagine aziendale" e non precisati "motivi di sicurezza". Terrorismo? Sembrerebbe di no: gli alberi ostruirebbero il passaggio. Ora: ce ne accorgiamo dopo decenni? Se si trattasse veramente di immagine o sicurezza non era forse sufficiente una direttiva precisa si colori, altezza e manutenzione dello stesso? Ovviamente inviata a novembre con precise indicazioni su colori e forme. Gli alberi in ogni ufficio si montano agli inizi del mese, e vengono addobbati con autotassazioni, materiale di recupero o addobbi preparati dai dipendenti stessi. Un classico lavoro di "team" e di "problem solving". L'11 di Dicembre tutti gli uffici hanno dovuto smontare i loro alberi, prima dell'ingresso del pubblico. Alle poste sta a cuore l'immagine corporativa e quindi niente albero. In questa decisione esiste una piega che al momento non è stata sviscerata: togliere l'albero di Natale per motivi di ingombro vuol dire svuotare di senso l'oggetto, riducendolo alla stregua di una sedia, una piantana, uno scaffale. Senza porsi invece il problema della profonda simbologia di cui questi oggetti sono portatori: simboleggiano un periodo di festa, la vita, ha origini molto antiche e trova riscontri in diverse culture.

Andando a verificare le ultime notizie del gruppo si capisce che le poste sono in rosso per 137 milioni nel comparto lettere e pacchi mentre l'utile è aumentato notevolmente, grazie invece ai prodotti finanziari e assicurativi. Francesco Caio quindi dovrebbe dormire sonni tranquilli, visto i risultati. Peccato che il titolo in borsa apre in perdita, cedendo lo 0,74% al debutto a Piazza Affari. Due le notizie relative a questa operazione: nessun grande investitore ha acquistato quote superiori al 2 per cento. E la maggior parte delle azioni comprate dagli istituzionali sono finite nei portafogli stranieri (60,8%) all'interno dei quali ci sono fondi cinesi ed emiratini. In attesa di conoscere i nuovi soci stranieri a cui dovrà rendere conto Caio sta puntando quindi ad un atteggiamento estremamente politically correct. Perdendo di fatto la faccia con gli unici a cui deve rendere conto ogni giorno: i suoi dipendenti e i clienti locali, che ogni giorno varcano la porta e si recano presso i vari uffici dislocati diffusamente.

Salvini ha subito commentato facendo impazzire i suoi fans di facebook e il grande Alberto Forchielli da Hong Kong appresa la notizia ha commentato: "Consiglierei a Tizio, Caio e Sempronio quantomeno di rimpiazzare l'albero di Natale con un salice piangente che rispecchia maggiormente il clima degli uffici in questione". Forchielli Docet.

Se è vero che da venerdì ogni ufficio italiano delle Poste si ritrovi senza albero e davvero per le motivazioni sopracitate, scommettiamo che l'immagine delle Poste Italiane subirà un contraccolpo non da poco, tutto Made in Italy, dopo questa decisione?

*Caterina Zadra e’ ideatrice del marchio “Slow Foot”, turismo lento e contemplativo.

Laureata in Scienze della Comunicazione con una specializzazione in Marketing Strategico e dei Servizi. Vincitrice di una borsa di studio del Ministero Italiano Affari Esteri per italiani residenti all’estero, ha frequentato corsi di specializzazione presso il DAMS/Università di Bologna, ivi compreso il seminario di Semiologia e Semiotica di Umberto Eco.

Caterina è titolare di Nonsolotrekking Tour Operator, operatore turistico con sede a Novara, attivo nello studio, nella progettazione e nella realizzazione di pacchetti turistici nei quali il valore aggiunto è dato dalla capacità di individuare nuove forme di turismo e di promozione del territorio, con particolare attenzione a tutte le sue valenze da quelle artigianali a quelle artistiche, storiche, naturali ed eno-gastronomiche con l’intento di vederle apprezzate, protette e salvaguardate.

Caterina e’ stata anche presidente del Comitato imprenditoria femminile e giovanile x 3 anni; presidente della Commissione pari opportunità della provincia. Fa parte di Geoprogress onlus universitaria ed e’
Consigliere della società sportiva Novara Basket.

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